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A 40 anni dalla morte un inedito di Giorgio La PIra

A pubblicarlo il settimanale Toscana Oggi. La sua «memoria – ha osservato il cardinale Betori nella Messa di suffragio – degna di ammirazione perché testimonianza di vita»

«A quarant’anni dalla morte di Giorgio La Pira, accogliamo il suo messaggio profetico di fede, carità, servizio alla persona, riconoscendo a questo messaggio una straordinaria attualità e un esigente richiamo a un cristianesimo capace di incarnare il Vangelo nella storia». A dirlo è stato ieri l’arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori, presiedendo nella chiesa fiorentina di san Marco la celebrazione eucaristica in occasione del 40mo anniversario della morte di Giorgio La Pira. La sua «memoria – ha osservato Betori – vive ancora tra noi accompagnata da ammirazione e gratitudine per la sua testimonianza di vita».

Secondo il cardinale, «il messaggio della vita di La Pira riveste una grande attualità nel nostro tempo». «Davanti alla lotta contro i trafficanti di esseri umani, al dramma odierno delle migrazioni, ai continui attacchi terroristici, alle tragedie dei tanti morti nel mar Mediterraneo, in un tempo in cui s’intersecano povertà spirituali e sociali, in una storia attraversata dalla follia omicida che abusa del nome di Dio per disseminare la morte, è necessario – ha ammonito Betori – poter sperare nel sogno profetico di La Pira: credendo che la paternità di Dio governa il mondo con amore e geometrica esattezza, nonostante la libertà e la responsabilità concessa ai popoli, all’uomo».

In occasione dell’anniversario, il settimanale cattolico regionale Toscana Oggi ha pubblicato un testo inedito di La Pira. Si tratta di una parte della sbobinatura dell’ultimo incontro a “La Vela” (13 agosto 1975). Davanti a lui, con Pino Arpioni, oltre 100 giovani dai 17 anni in su. Nel descrivere l’inedito, Claudio Turrini, direttore della testata online toscanaoggi.it, scrive: La Pira «parte, come era solito fare, dai “segni dei tempi”, dai grandi avvenimenti mondiali di quegli anni (come i colloqui tra Ford e Breznev, la Conferenza di Helsinki, l’Anno Santo voluto da Paolo VI) per poi tracciare un bilancio del cammino compiuto proprio con i giovani dell’Opera Villaggi per la Gioventù, che dopo la morte del Professore si chiamerà appunto Opera “La Pira”. Una riflessione che a distanza di oltre 40 anni mantiene tutta la sua attualità proprio nel momento in cui torna lo spettro di un possibile conflitto nucleare».

 

6 novembre 2017