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A 50 anni dalla “Populorum progressio”, 2 convegni per ricordare Paolo VI

Il primo appuntamento all’Istituto Pio IX, l’altro nella basilica di San Paolo fuori le Mura, dove il pontefice tenne la prima riunione ecumenica dopo il Concilio. Lo storico Cardia: «È la prima volta all’interno di una basilica papale, a Roma»

Due convegni per riflettere sull’impegno educativo di Paolo VI e sulla sua azione riformatrice, nel 50° anniversario della pubblicazione dell’enciclica “Populorum progressio”. Il primo, organizzato dall’Osservatorio permanente della Santa Sede presso la Fao e dall’Istituto Pio IX-Aventino, si svolgerà martedì 7 novembre alle 16.30 nei locali della scuola di via di Santa Prisca. Il secondo, a cura della cattedra di Diritto ecclesiastico dell’Università Roma Tre, mercoledì 8 dalle 9.45 nella basilica di San Paolo.

“La carità motore di tutto il progresso sociale” è il titolo del seminario in programma all’Istituto Pio IX. «Un evento parte di un cammino avviato tre anni fa, quando abbiamo ricordato il 50° anniversario della visita di Paolo VI alla scuola – spiega il direttore dell’istituto fra’ Gabriele Di Giovanni, che aprirà l’incontro -. Qui è stato cappellano tra il 1928 e il 1932. Adesso abbiamo voluto ricordare il suo discorso alla Fao, nel 1970, con la quale il nostro istituto ha sempre avuto legami». Monsignor Silvano Maria Tomasi, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, parlerà della “Populorum Progressio a 50 anni di distanza”. Poi, una tavola rotonda sull’azione internazionale del pontefice e sugli aspetti educativi e socio-economici dei suoi discorsi alla Fao. Concluderà monsignor Fernando Chica Arellano, osservatore permanente della Santa Sede presso la Fao. In mattinata, il direttore generale aggiunto dello stesso organismo, Fernanda Guerrieri, incontrerà gli studenti.

“Paolo VI: il Papa della modernità. Giustizia tra i popoli e l’amore per l’Italia” è invece il titolo dell’altro appuntamento, che sarà aperto dal cardinale James Michael Harvey, arciprete della basilica di San Paolo. Carlo Cardia, docente emerito di diritto ecclesiastico a Roma Tre, che ha curato in prima persona l’organizzazione, spiegherà perché Paolo VI può essere considerato “il più grande Papa riformatore della modernità”. Il cardinale Renato Corti, vescovo emerito di Novara e collaboratore a Milano di Montini, parlerà di “Evangelii Nuntiandi: il Vangelo in cammino”. Interverranno anche lo storico del diritto Gianfranco Garancini, Giuliano Amato, giudice della Corte costituzionale, e il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, che parlerà di “Paolo VI, il Concilio Vaticano II, il Governo della Chiesa”. Concluderà l’abate di San Paolo Roberto Dotta. «È la prima volta di un convegno fra università e autorità religiose e civili all’interno di una basilica papale, a Roma – sottolinea Cardia -. La scelta del luogo ha anche un particolare valore simbolico: nella basilica di San Paolo il pontefice tenne la prima riunione ecumenica dopo il Concilio».

2 novembre 2017