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A Caracalla lo spettacolo della grande lirica sotto le stelle

Fino al 9 agosto 23 serate con le opere più amate: dal Nabucco alla Tosca. Di Valentina Carrasco la regia della Carmen ambientata al confine tra Messico e Usa

Fino al 9 agosto 23 serate con le opere più amate: dal Nabucco alla Tosca. Di Valentina Carrasco la regia della Carmen ambientata al confine tra Messico e Usa 

Tra le opere più amate dal pubblico, sotto il cielo stellato di Roma torna a rivivere il “Nabucco” che, con la “Carmen” e la “Tosca” – tutte e tre accompagnate da sottotitoli in italiano e in inglese –, segna la cifra stilistica di questa stagione estiva del Teatro dell’Opera. Cornice d’eccezione, le Terme di Caracalla ad accogliere un pubblico variegato nei suoi 4mila posti a sedere. Un totale di ventitré serate, dall’inaugurazione dello scorso giugno fino al 9 agosto 2017, dedicate tutte alla grande lirica: sette in più della scorsa stagione che, come ogni anno, ha visto anche la partecipazione extra, nella danza, dell’étoile italiana Roberto Bolle.

Per il capolavoro di Giuseppe Verdi (su libretto di Temistocle Solera), il 25 luglio alla direzione dell’Orchestra del Costanzi, e per la prima volta sul podio delle antiche Terme, ci sarà il Maestro Roberto Rizzi Brignoli. Regia del giovane Federico Grazzini della scuola Piccolo Milano, che torna a Caracalla per il secondo anno consecutivo con la sua personale visione delll’opera “risorgimentale” di Giuseppe Verdi (la terza realizzata dal compositore di Busseto). L’allestimento, che dai grandi critici è stato giudicato però poco convincente, è in bilico fra il simbolismo e il realismo a mostrare l’universale conflitto tra oppressi e oppressori, che sempre si ripete in ogni spazio e tempo. Gevorg Hakobyan è Nabucco mentre Antonio Corianò è Ismaele. Repliche il 28 luglio e il 2, 5 e il 9 agosto.

L’opera di Georges Bizet – che a Caracalla è assente dal 2009 – si presenta invece al pubblico romano in un nuovo allestimento. La regia è dell’argentina Valentina Carrasco (nata con La Fura dels Baus come co-regista di Alex Ollé nel “Trovatore” di pochi mesi fa al Costanzi) che reinterpreta da un punto di vista al femminile la storia dell’avvenente sigaraia di Siviglia, raccontata nel romanzo di Prosper Mérimée, qui impersonata da Veronica Simeoni e Ketevan Kemoklidze. La storia viene trapiantata al confine tra il Messico e gli Stati Uniti, in un futuro alquanto vicino (sul muro di lamiera è scritto 2020), dove le zingare diventano operaie in una fabbrica di sigarette e l’esercito spagnolo diventa quello americano di frontiera.

I resti romani delle Terme diventano anch’essi elementi della scenografia (affidata qui a Samal Black), riuscendo nel difficile compito di valorizzare il luogo, senza per questo esserne sopraffatti. “Carmen”, una delle opere più rappresentate in assoluto (al terzo posto secondo la classifica di Operabase riferita alla stagione 2015/16, subito dopo “La traviata” e “Die Zauberflöte”), sarà replicata il 27 e 30 luglio, e l’1 e il 4 agosto. Sul podio salirà lo spagnolo Jordi Bernàcer.

La pucciniana “Tosca” si presenta infine nell’allestimento del 2013 del Teatro dell’Opera firmato nella regia, scene e costumi da Pier Luigi Pizzi, che quest’anno compie quarant’anni di carriera come regista lirico. La vicenda è spostata durante gli anni del Fascismo italiano contro l’arroganza del potere. «Di questo momento storico ho sfruttato le tensioni politiche, l’arroganza del potere – spiega Pizzi -. L’intimità è l’obiettivo da raggiungere, il secondo atto di Tosca non è soltanto intimo, è addirittura claustrofobico. Spero di riuscire a trasmettere questa sensazione. All’inizio del terzo atto invece si deve creare l’atmosfera di un’alba romana. Suggestiva, ma naturalistica». Le luci sono di Vincenzo Raponi e i movimenti mimici di Roberto Maria Pizzuto. Nei ruoli principali, Tatiana Serjan e Virginia Tola come Tosca, Giorgio Berrugi e Diego Cavazzin come Cavaradossi, Roberto Frontali come Scarpia. Sul podio, Donato Renzetti (26 e 29 luglio) e Carlo Donadio (3, 6 e 8 agosto).

 

21 luglio 2017