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A Santa Cecilia “La musica fa bene”

Al via la stagione 2014/2015 all’Accademia nazionale, una delle poche istituzioni musicali italiane ancora in buona forma. Sul podio Kent Nagano, Valery Gergiev e non può mancare Antonio Pappano

“La musica fa bene”: esplicito lo slogan che accompagna la stagione 2014/2015 dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia di Roma, fra le poche istituzioni musicali italiane a dirsi infatti in buona forma, presentando per il nono anno consecutivo un bilancio in pareggio. Grazie anche ad un cartellone che, stagione dopo stagione, si arricchisce di star internazionali guidate dalle più prestigiose stelle del podio: Kent Nagano, a dicembre, con “Romantiche ossessioni”, viaggio attraverso alcuni aspetti del Romanticismo musicale con un denominatore comune, quello dell’idea che diventa, anche musicalmente, un topos linguistico permanente ricorrendo a motivi e ritmi ripetuti, quasi ossessivi. Ancora, Valery Gergiev accompagnato dalla sua Orchestra del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo per il Festival Prokovief o Peter Eötvös. Quest’ultimo dirigerà, in gennaio e febbraio, l’acrobatico percussionista austriaco Martin Grubinger. Al repertorio più consolidato la doppia stagione Sinfonica e da Camera, che prenderà il via a fine ottobre e che proseguirà fino alla fine di giugno, affianca temi e autori contemporanei come la prima mondiale commissionata dall’Accademia stessa a Salvatore Sciarrino, la cantata in due tempi “La nuova Euridice secondo Rilke” a fine marzo, o come i “Concerti per orchestra” di Gian Francesco Malipiero in febbraio e la “Sinfonia n.2” di Alfredo Casella in aprile.

Ad inaugurare ufficialmente la Stagione non poteva però che essere Antonio Pappano, che lo farà nel segno di Richard Strauss (di cui ricorrono i 150 anni della nascita) con la “Sinfonia delle Alpi”, per poi eseguire, insieme a Evgeny Kissin, uno dei capolavori pianistici: il “Secondo Concerto” di Rachmaninoff. Il maestro celebrerà anche un altro grande compositore, sempre a 150 anni dai natali: Jan Sibelius, con il “Concerto per violino” e la “Seconda Sinfonia”. Per gli amanti dell’opera, proposta qui in forma di concerto, la scelta è caduta quest’anno sull'<Aida> di Verdi, prevista in febbraio, con un cast di stelle della lirica (da Anija Harteros a Jonas Kaufmann) e che sarà registrata e incisa, andando così ad ampliare l’offerta discografica dell’orchestra e del coro ceciliani, che ormai da anni collezionano premi internazionali. Orchestra e coro che saranno poi impegnati in varie tournée: Cina e Giappone in novembre e svariati paesi d’Europa nella primavera che verrà.

Nella stagione da camera, numerosi i recital pianistici: dal pianista Lang Lang, indicato dalla rivista “Time” come una delle personalità più influenti di questo inizio di secolo, a Daniil Trifonov che a Santa Cecilia presenterà un programma impervio, cimentandosi oltre che nei “Miroirs” di Ravel e nella singolare “Serenata” di Stravinskij, anche nei difficilissimi “Studi di esecuzione trascendentale” di Liszt. E ancora, Hélène Grimaud che ha raccolto in una singolare antologia brani pianistici ispirati al tema dell’acqua e Ramin Bahrami, il giovane pianista ha trovato nel Kantor il suo compositore d’elezione, studiato sin dall’infanzia prima della fuga con la famiglia dall’Iran degli Ayatollah e divenuto in cuor suo, per questo, sinonimo di libertà. Gran finale, a giugno, all’insegna delle influenze del jazz: il pianista e direttore d’orchestra William Eddins presenterà un ricco florilegio di pagine di George Gershwin che vanno dall’indimenticabile “Rhapsody in Blue” alla “Suite” dal “Porgy and Bess”, prima grande “opera” composta da un musicista americano, senza dimenticare le meno note ma ugualmente avvincenti e contagiosi per via della solarità del ritmo, “Cuban Ouverture” – una vera celebrazione del sound caraibico – e “Girl Crazy”, il musical che dal 1930 va in scena all’Alvin Theatre per Broadway arrivando a 272 recite.

 

20 ottobre 2014