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L’abbraccio di Francesco a migranti e rifugiati

Concludendo l’udienza generale, il Papa ha lanciato ufficialmente la campagna Caritas “Share the journey”, Condividiamo il viaggio. L’obiettivo: promuovere la cultura dell’incontro

Si è aperta con le parole pronunciate questa mattina, 27 settembre, da Papa Francesco nell’udienza generale la campagna di Caritas italiana “Share the journey“, Condividiamo il viaggio. «Sono lieto di accogliere i rappresentanti della Caritas, qui convenuti per dare inizio ufficiale alla campagna, che ho voluto far coincidere con questa udienza – le parole del pontefice -. Do  il benvenuto ai migranti, richiedenti asilo e rifugiati che, assieme agli operatori della Caritas Italiana e di altre organizzazioni cattoliche, sono segno di una Chiesa che cerca di essere aperta, inclusiva, accogliente. Grazie a tutti voi per il vostro instancabile servizio. Voi avete fatto già l’applauso, ma loro meritano tutti davvero un grande applauso, da tutti».

La speranza, aveva detto Francesco durante la catechesi, è «condividere il viaggio, perché il viaggio lo si fa a due: loro che vengono nella nostra terra e noi che andiamo verso di loro per capirli». Quindi, riproducendo il gesto simbolico delle braccia aperte di fronte a una folla di 20mila fedeli, il pontefice ha aggiunto: «Fratelli, non abbiamo paura di condividere il viaggio! Non abbiamo paura di condividere la speranza! Senza speranza il viaggio non si può fare! La speranza è la spinta nel cuore di chi parte lasciando la casa, la terra, a volte familiari e parenti, per cercare una vita migliore, più degna per se e per i propri cari. Ed è anche la spinta nel cuore di chi accoglie: il desiderio di incontrarsi, di conoscersi, di dialogare. La speranza è la spinta a condividere il viaggio della vita, come ci ricorda la Campagna della Caritas che oggi inauguriamo».

Agli operatori Caritas e ai rappresentanti di tante organizzazioni della società civile impegnate nell’assistenza a migranti e rifugiati – «che, assieme alla Caritas, hanno dato il loro sostegno alla raccolta di firme per una nuova legge migratoria più attinente al contesto attuale» – è andato il grazie del Papa. «Con il vostro impegno quotidiano – ha detto -, voi ci ricordate che Cristo stesso ci chiede di accogliere i nostri fratelli e sorelle migranti e rifugiati con le braccia, con le braccia ben aperte. Accogliere proprio così, con le braccia ben aperte. Quando le braccia sono aperte, sono pronte a un abbraccio sincero, a un abbraccio affettuoso, un abbraccio avvolgente, un po’ come questo colonnato in Piazza, che rappresenta la Chiesa madre che abbraccia tutti nella condivisione del viaggio comune».

Per l’occasione in Vaticano erano presenti, questa mattina, oltre mille rappresentanti delle Caritas diocesane di tutta Italia, coinvolte nel progetto “Rifugiato a casa mia”. Con loro anche diversi rifugiati, come il giovane scultore nigeriano Fasasi, di religione musulmana, che ha donato a Francesco una sua opera in terracotta dipinta dedicata proprio al tema del pericoloso viaggio dei rifugiati fino all’Italia. All’udienza anche rappresentanti della Caritas di diversi Paesi del mondo, insieme ai cardinali Francesco Montenegro, presidente di Caritas italiana, e Luis Antonio Tagle, presidente di Caritas internationalis.

27 settembre 2017