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Accordo con i medici di famiglia: studi aperti nei weekend e ricette on line

Siglato il patto con la Regione Lazio: rivoluzionata in base alle priorità la gestione delle liste d’attesa e riorganizzate le Unità di cura primarie. A dicembre la sperimentazione degli ambulatori distrettuali nella Capitale, aperti anche sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 19

Studi medici aperti anche nei fine settimana e nei giorni festivi, nuova gestione delle liste d’attesa grazie all’indicazione delle urgenze con quattro codici di priorità, eliminazione delle scartoffie con le ricette online. E ancora, riorganizzazione delle unità di cure primarie, percorsi di cura per pazienti cronici con accertamenti prenotati dal medico di base e informazioni sui medici a portata di click. La Regione Lazio sigla un accordo storico con i medici di famiglia, per una sanità più vicina ai pazienti e ai piccoli o grandi disagi che incontrano ogni giorno, a volte solo per prenotare un esame o un controllo. Per il presidente Nicola Zingaretti si tratta di «una delle innovazioni più importanti che la sanità del Lazio ha vissuto dal dopoguerra».

In concreto, la prima innovazione riguarda la cura dei pazienti cronici, nel Lazio più di 400mila, che da questo momento verranno seguiti dal medico in ogni aspetto del loro percorso di cura: dalle visite alle prescrizioni di farmaci e pacchetti di esami, fino alla scelta del presidio sanitario. Ancora, sarà il medico a prenotare direttamente le analisi necessarie ai suoi pazienti, coprendo tutto l’arco delle prestazioni annuali di base. Novità poi anche per quanto riguarda la gestione delle liste d’attesa. Dal 1° dicembre infatti anche i medici di base dovranno indicare nelle ricette la priorità della prescrizione: urgente, se da eseguire nel tempo più breve possibile, e comunque entro le 72 ore; urgenza breve, da eseguire entro 10 giorni; differibile, ovvero da eseguire entro 30 giorni per quanto riguarda le visite e 60 per le prestazioni ambulatoriali; senza priorità, quando si tratta di una prestazione programmata per i pazienti cronici.

All’orizzonte, il progressivo superamento delle ricette cartacee. Secondo l’accordo siglato con la Regione, infatti, il medico darà al paziente solo un promemoria con i dati e il codice fiscale e poi la farmacia rilascerà i farmaci. In programma una fase sperimentale di 30 giorni, a partire dal 1° novembre, nella Asl Roma D nel Comune di Fiumicino e in quella di Viterbo. Prevista anche la riorganizzazione complessiva delle Unità di cura primarie, chiamate a presentare una carta dei servizi che ogni cittadino potrà consultare, e a un collegamento costante con le strutture di Pronto soccorso e le Case della salute. Le Unità di cure complesse, cioè gli studi associati con un minimo di 3 e un massimo di 8 medici, saranno anche più riconoscibili: a partire dal 1° gennaio 2015 infatti avranno un’insegna identificativa con il logo della rete sociosanitaria territoriale e dell’Asl di riferimento e altri dati come l’orario e i giorni di ricevimento e i nominativi dei medici.

Ancora, sempre a partire da gennaio le Unità di cure primarie a sede unica saranno georeferenziate e geolocalizzate online sul sito della Regione: digitando il nome del suo medico ogni cittadino potrà ottenere tante informazioni, dall’indirizzo ai giorni e all’orario di lavoro sia dello studio che della Unità di cure primarie a cui fa riferimento. Parte invece con il mese di dicembre la sperimentazione degli ambulatori distrettuali di Roma che resteranno aperti anche il sabato, la domenica e i festivi dalle 10 alle 19 e saranno a disposizione dei pazienti con i medici di medicina generale.

16 ottobre 2014