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Acli, con “Il pane a chi serve” recuperate 30 tonnellate

Il risultato, presentato a La Pelanda Factory, ottenuto in meno di dieci mesi. Monsignor Feroci di Caritas: «La condivisione sazia tutti»

Il risultato, presentato a La Pelanda Factory, ottenuto in meno di dieci mesi. Monsignor Feroci di Caritas: «La condivisione sazia tutti»

Solidarietà e bellezza sono andate in scena sabato 24 ottobre a La Pelanda Factory, nel cuore di Testaccio, durante l’evento “Il pane a chi serve, la bellezza della concretezza”. L’appuntamento, organizzato per sensibilizzare sul tema del recupero alimentare, è stato un mix tra musica e arte e ha visto partecipare artisti e volti noti della tv. Si inserisce all’interno della prima edizione della “Ottobrata solidale”, un percorso di avvicinamento al Giubileo della misericordia promosso dalle Acli di Roma, la Federazione anziani e pensionati di Roma e l’Unione sportiva Acli di Roma con il patrocinio di Regione Lazio, Roma Città Metropolitana, Roma Capitale, Polizia di Stato, Expo 2015 e Vicariato di Roma.

Lo spettacolo, presentato da Benedetta Rinaldi, ha permesso innanzitutto di mostrare i risultati del progetto “Il pane a chi serve”, gestito dalle Acli provinciali di Roma e del Lazio. «Finisce il finanziamento della Regione Lazio – ha spiegato Lidia Borzì, presidente delle Acli provinciali di Roma – ma noi lo rilanciamo perché in meno di dieci mesi ha permesso di raccogliere nella Capitale oltre 30 tonnellate di pane invenduto “del giorno prima” ancora buono, per un valore economico complessivo di 100mila euro, destinato a ben 31 organizzazioni e reti sociali che si occupano di contrasto alla povertà», tra le quali Centro Astalli, Caritas, Chiesa Avventista, Unitalsi e Croce Rossa. Un servizio reso possibile dall’impegno quotidiano di operatori e volontari delle Acli e delle altre associazioni, ma anche dal coinvolgimento di 34 panifici romani.

Ogni giorno a Roma rimangono invendute 20 tonnellate di pane mentre il 4% della popolazione vive sotto la soglia di povertà. «Questo progetto mi sembra molto significativo – ha sottolineato dunque monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas diocesana – perché vuole creare una mentalità: evitare lo spreco. Soprattutto nel caso del pane, che per noi cristiani non ha un significato solo nutritivo ma evoca lo spezzare del pane di Cristo. Siamo quasi tre milioni di persone a Roma. Se ogni persona sapesse spezzare il pane con un altro, significherebbe che a mangiare quel pane sarebbero sei milioni di persone. Tutti avrebbero la loro parte».

Numerosi gli artisti che si sono avvicendati sul palco: la cantante Linda Valori, i comici Andrea Carretti e Gianpiero Peroni, Salvatore Marino e Simona Marchini, che ha letto alcuni passi del libro “Quando il pane non basta” della giornalista di Avvenire Alessia Guerrieri. Ma anche Raf, Tosca e Giovanni Scifoni, che hanno inviato un contributo video per sostenere il progetto. Tanti anche gli esponenti delle istituzioni e delle associazioni solidali. Alessandra Bonifazi, presidente delle Acli del Lazio, e Federico Ascani, presidente della 1° Commissione permanente della Città Metropolitana di Roma Capitale. Sabrina Alfonsi, presidente del Municipio I di Roma, ha sottolineato l’impegno profuso per dare vita a «un “municipio delle reti” e togliere la burocrazia alla solidarietà», mentre Francesca Danese, assessore alle Politiche sociali di Roma Capitale, ha precisato che «non ci sostituiamo alle organizzazioni solidali ma ci mettiamo al servizio come moltiplicatori». Flavio Ronzi, presidente del comitato provinciale di Roma della Croce rossa italiana, si è soffermato infine sulla quotidiana attività di soccorso svolta nei confronti dei cosiddetti “invisibili” nel campo profughi allestito sulla Tiburtina.

Gli invisibili sono anche al centro della mostra fotografica “Facce da pane”, realizzata dal foto-reporter Cristian Gennari, che racconta con le immagini il progetto delle Acli. «Ho pensato di realizzare dei semplici ritratti degli utenti che ricevono il pane su un fondo nero. La cornice nera, che si dedica spesso a personaggi prestigiosi, raccoglie tutti i sentimenti nascosti di queste persone, dai silenzi alla solitudine, alle gioie». Una parte della mostra, che sarà itinerante tra i municipi di Roma, è dedicata ai panificatori, insigniti della “Mollica Solidale” per il loro prezioso contributo alla buona riuscita del progetto.

 

26 ottobre 2015