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Acli, è morto Giovanni Bianchi. Rossini: «Un grande presidente»

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È stato presidente nazionale dal 1987 al 1994 e tra i rifondatori del Partito popolare italiano. Forte in lui il richiamo all’esperienza di don Luigi Sturzo 

«Con Giovanni Bianchi se ne va un grande uomo e un grande presidente delle Acli. Un uomo che, nonostante i numerosi e importantissimi incarichi a livello politico nazionale, è rimasto sempre attaccato alla nostra associazione. Era con noi anche nell’ultimo incontro di spiritualità delle Acli a Bose. Con lui, se ne va un amico e una guida». Così l’attuale presidente delle Acli, Roberto Rossini, ha voluto ricordare Giovanni Bianchi, morto questa mattina dopo una breve malattia.

Giovanni Bianchi era nato a Sesto San Giovanni il 19 agosto del 1939 e si era laureato in scienze politiche presso l’Università Cattolica di Milano. Dopo aver ricoperto incarichi nelle Acli a livello regionale – riferisce una nota dell’associazione – era stato presidente nazionale dal 31 maggio 1987 al febbraio 1994, succedendo a Domenico Rosati. La sua ricca esperienza nelle Acli lombarde gli aveva consentito di approfondire «il solco e la radice» delle Acli: il cattolicesimo sociale e politico. Di qui il suo richiamo all’esperienza di Luigi Sturzo e alla spiritualità di Giuseppe Dossetti.

In questa linea era stato anche tra i rifondatori del Partito popolare italiano, più volte deputato e presidente nazionale nel 1995-1996. Nel 2008 aveva guidato come segretario il Pd milanese. Nel 2000 aveva fondato a Milano il Circolo Dossetti di cultura e formazione politica e dal 2004 era presidente del Cespi (Centro studi problemi internazionali) con sede in Sesto San Giovanni. Dal 2012 aveva assunto la carica di presidente dell’associazione nazionale partigiani cristiani. Le esequie si svolgeranno domani, martedì 25 luglio, alle ore 16, presso la chiesa di Santo Stefano in piazza Petazzi a Sesto San Giovanni.

 

24 luglio 2017