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Acli, su 500 famiglie romane una su due è monoreddito

I dati sono emersi grazie al progetto “FArete FAmiglia” a sostegno dei nuclei più fragili: grandi difficoltà con un disabile in casa

I dati sono emersi grazie al progetto “FArete FAmiglia” a sostegno dei nuclei più fragili: grandi difficoltà con un disabile in casa

Su un campione di 500 famiglie romane il 49% dichiara di avere un solo reddito, mentre il 9% ammette di non avere alcun sostentamento economico. Tra le famiglie che economicamente riscontrano più problemi, il 22% ha dichiarato di trovarsi in una condizione di criticità a causa della mancanza di lavoro, il 39% perché ha un familiare disabile in casa, il 33% perché composta da stranieri che hanno difficoltà ad integrarsi ed in ultimo il 6% dichiara di vivere in uno stato di povertà assoluta.

Sono i dati presentati questa mattina, 6 luglio, ed emersi grazie al progetto “FArete FAmiglia” realizzato dalle Acli di Roma e provincia. L’iniziativa, nata in risposta all’Avviso pubblico per la concessione e l’erogazione a soggetti del terzo settore di contributi per la realizzazione di «interventi finalizzati al sostegno ai nuclei familiari più fragili», è stata finanziata da Ipab Asilo Savoia individuato dalla Regione Lazio quale soggetto attuatore unitario di alcune sotto-misure del “Pacchetto famiglia: misure a sostegno delle famiglie del Lazio”.

Nel focus delle Acli, illustrato alla presenza, tra gli altri, di monsignor Gianrico Ruzza, vescovo ausiliare del settore Centro; Lidia Borzì presidente delle Acli di Roma e provincia ed Emma Ciccarelli, presidente del Forum delle associazioni familiari del Lazio, emerge che l’81% dei soggetti raggiunti ha dichiarato di vivere in coppia (matrimonio o convivenza), il 9% è divorziato, il 7% sono vedovi/vedove e il 3% dichiara di vivere l’esperienza mono-genitoriale. «La condizione di fragilità – si legge nel report – colpisce le famiglie anche con un figlio solo (il 43% delle famiglie mappate), ma all’aumentare del numero di figli aumenta anche la necessità di sostegno e di servizi, sale infatti al 52% il numero di famiglie con 2 figli che hanno usufruito dei servizi del progetto».

Bassissima la percentuale di famiglie con 3 o più figli (2%), «si tratta di un dato che fa emergere – sottolineano dalle Acli – come cali drasticamente il numero di famiglie che hanno possibilità di avere più di due bambini». Le famiglie intercettate hanno anche evidenziato «la necessità di sentirsi meno isolate e più preparate ad esigere i propri diritti soprattutto nei confronti delle amministrazioni pubbliche».

Il 41% delle famiglie ha chiesto un sostegno per essere informate ed orientate (ad esempio per la richiesta di un certificato di disabilità, il sussidio di disoccupazione etc.); il 43% «ha palesato la necessità di usufruire di iniziative intergenerazionali e interculturali per uscire da un preoccupante isolamento; il 10% ha chiesto di essere accompagnata nel percorso di formazione alla genitorialità; il 4% si è rivolto alle Acli per un sostegno psicologico e il 2% per quello legale».

“FArete FAmiglia” – spiega Lidia Borzì a margine della presentazione – è un «progetto sperimentale che ha come obiettivi quello di innescare un circolo virtuoso di qualità e innovazione sostenibile nella risposta alle esigenze della famiglia. L’intento è stato quello di allontanare la famiglia da una visione passiva, che la consideri solo “utente”, per avvicinarla ad una visione innovativa che la veda protagonista, capace di dare risposte alla quotidianità problematica in una logica di empowerment».

Un’esperienza, quella di “FArete FAmiglia” che ha dato vita al portale www.faretefamiglia.it. «Il frutto di questa iniziativa – conclude Borzì – è il portale che rappresenta una sintesi dei servizi alle famiglie attivi in città, che però ha una forte ricaduta concreta grazie all’apertura e al potenziamento di 5 punti famiglia nel territorio, porte sociali dalle quali accedere a numerosi servizi tra i quali: sportelli di esigibilità dei diritti, consulenze professionali, accompagnamento alla genitorialità, orientamento e molto altro. Servizi non solo per la famiglia, ma anche con la famiglia per valorizzare le sue capacità di auto-tutela, mutuo-aiuto, empowerment e sperimentare il protagonismo familiare».

 

6 luglio 2017