Adozione internazionale, parte il tour di Aibi per farla conoscere

Si tratta di un progetto di sensibilizzazione e promozione dell’adozione internazionale sul territorio italiano. Il presidente Griffini: «C’è bisogno, oggi più che mai, di una svolta culturale e politica»

Parte il 10 maggio da Milano il Tour nazionale 2018 dell’Associazione Aibi – Amici dei bambini “L’adozione è una cosa meravigliosa: vi presentiamo l’officina dei miracoli!”, progetto di sensibilizzazione e promozione dell’adozione internazionale sul territorio italiano. «Un’opportunità imperdibile – si legge in un comunicato – per chi cerca informazioni, vuole ascoltare testimonianze, scoprire come funziona l’iter adottivo, capire quanto costa, se e in che modo può essere possibile accogliere un bambino abbandonato, da quali Paesi del mondo e conoscere le iniziative che Aibi propone per rivoluzionare il sistema dell’adozione internazionale».

Primo appuntamento alle 17 di giovedì 10 maggio a Milano (presso sede Ubi Banca, via Monte di Pietà, 5 – dalle ore 17) con l’intervento del presidente di Aibi, Marco Griffini, sul tema “Dalla crisi alla rinascita: l’adozione un bene per tutti” e di Nino Sutera, presidente del Forum delle associazioni familiari della Lombardia. Ci sarà spazio per la testimonianza di una coppia adottiva e di Marco Carretta, figlio adottivo; quindi, verrà proiettato il cortometraggio “Sulla poltrona del Papa” di Cristiana Capotondi. Ma gli Open Day saranno in programma anche in altre 9 sedi sparse lungo la Penisola (da Bolzano a Cagliari): incontri, video, testimonianze, dibattiti con famiglie adottive, coppie in attesa, ragazzi adottati ed esperti che racconteranno la meraviglia dell’officina dei miracoli generata proprio dalla scelta adottiva.

«C’è bisogno, oggi più che mai, di una svolta culturale e politica per poter rilanciare pienamente le adozioni internazionali in Italia: il dato di oltre tre milioni di famiglie sposate senza figli e i numeri sull’inverno demografico nel Paese siano uno sprone affinché il Governo che verrà possa mettere mano finalmente a una riforma del sistema che dia alle famiglie che sognano l’adozione di un bambino abbandonato la possibilità di farlo, senza le remore date da tempi di attesa proibitivi, costi elevati per le procedure e la sensazione di essere soli di fronte alle difficoltà e le sfide dell’iter adottivo»: è il messaggio lanciato oggi da Marco Griffini, presidente di Ai.Bi.

Tante le testimonianze dirette che sono state raccontate ai presenti: c’erano Tamara e Stefano, coniugi che hanno adottato una bambina a Xi’An, in Cina. Con loro, anche Francesca e Sergio, che hanno scelto l’adozione di tre bambini in Perù: «Quando eravamo “solo” marito e moglie eravamo forse più liberi di fare qualsiasi cosa. Ma con l’arrivo dei nostri tre figli, la vita si è riempita di gioia: ora anche noi abbiamo un senso. Ora siamo veramente felici».

Particolarmente emozionante la storia raccontata da Marco Carretta, giovane figlio adottivo: «Ho rivisto la mia storia come dono quando ho iniziato il mio impegno nel movimento Ai.Bi. Giovani. Non che prima non mi fosse chiaro. Sapevo di avere ricevuto questo grandissimo dono dell’accoglienza; tuttavia, quando ho cominciato a essere testimone attivo dell’adozione, tutto è cambiato. Non ne parlavo più solo ad amici o conoscenti, ma a tutti. Io ho avuto la fortuna di aver avuto una sorella che è arrivata naturalmente. La differenza tra noi? Lei è nata dopo 9 mesi, io sono nato ‘a’ 22 mesi. E poi lei è l’unica che si scotta al mare».

 

11 maggio 2018