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Ai Capitolini Raffaello, Parmigianino e Barocci a confronto

La curatrice della mostra, Marzia Faietti: «Dipinti esposti selezionati tramite la “metafora dello sguardo”». I tre artisti “guardano” lo spettatore

La curatrice della mostra, Marzia Faietti: «Dipinti esposti selezionati tramite la “metafora dello sguardo”». I tre artisti “guardano” lo spettatore

Nella metafora dello sguardo – inteso come autoritratto e finestra sul mondo (modernamente aperta proprio dalla civiltà del Rinascimento) – sono da ricercare i criteri della selezione di dipinti, disegni e stampe che ai Musei Capitolini intendono suggerire la relazione tra Raffaello, Francesco Mazzola detto il Parmigianino, e Federico Barocci.

Come ha puntualizzato la curatrice, Marzia Faietti, direttrice del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, trattasi di un’esposizione di sguardi incrociati: «quello degli autori antichi sul Parmigianino e Barocci, considerati entrambi eredi dell’artista urbinate; quello dei due pittori su Raffaello e, infine, negli autoritratti lo sguardo stesso dei tre artisti rivolto verso lo spettatore».

Le fonti cinquecentesche, coeve ai tre pittori, e seicentesche, in relazione a suddetta eredità artistica, nel caso del Parmigianino parlavano persino di un “Raphael redivivus”, accogliendo la leggenda della trasmigrazione dell’anima di Raffaello nel giovane emiliano; mentre fonti più tarde – a partire dagli anni ottanta del secolo XVI – individuavano influenze dell’urbinate su Barocci, data la comune patria di origine. Complesse questioni e dibattiti si sono succeduti nel tempo. Emulazioni o presunte influenze di Raffaello, lasciano spazio oggi agli studi sulle diversificazioni degli stili dei due eredi eccellenti.

Il visitatore comune, privo di competenze tecniche necessarie per operare tali confronti, tuttavia non rimane insensibile davanti a quei disegni. È la cultura del bello, insita in special modo nel pubblico italiano, che suscita una delicata commozione in chi osserva la finezza esecutoria di quei disegni, perfetti anche quando non-finiti o palesemente sperimentali. Disegni che riconducono all’intuizione, alla “scintilla geniale” iniziale dalla quale, dopo ponderato e meticoloso studio, ebbe origine l’opera finale degli artisti. Disegni che, proprio a partire dal 500, assunsero un valore non inferiore a quello di un dipinto.

È la cultura del bello che spinge l’osservatore a soffermarsi più a lungo dinanzi al raffinato autoritratto di Raffaello o ai disegni femminili nell’ultima sezione della mostra (forse la più poetica). La stessa cultura che consente d’apprezzare l’ “Annunciazione”di Barocci dei Musei Vaticani, dipinta per una cappella della Basilica di Loreto. Una delle opere trafugate da Napoleone nel 1797 e rientrata in Italia dopo il Congresso di Vienna. Senza contare infine la bellezza della “Deposizione Borghese” [pala Baglioni] di Raffaello, frutto di una lunga sperimentazione di cui si dà conto.

Scrisse il Vasari: «Raffaello dipinse una tavola per un Cristo morto che portano a sotterrare, la quale fu tenuta divinissima. E condusse questo lavoro con tanta freschezza e sí fatto amore, che, a vederlo, par fatto or ora; et imaginossi nel componimento di questa opera il dolore che hanno i parenti stretti nel riporre il corpo di quella persona piú cara, nella quale veramente consista il bene, l’onore e l’utile della loro famiglia. E certamente chi considera la diligenza, l’amore l’arte e la grazia di quest’opera, giustamente si meraviglia, poiché ella fa stupire ognuno, con la dolcezza nell’arie delle figure, la bellezza de’ panni e la bontà in ogni cosa della loro famiglia. E certamente chi considera la diligenzia, l’amore, l’arte e la grazia di questa opera, giustamente si maraviglia,
perché ella fa stupire ognuno, con la dolcezza dell’arie nelle
figure, la bellezza de’ panni e la bontà in ogni cosa».

Raffaello, Parmigianino, Barocci/Metafore dello sguardo c/o Musei Capitolini – Palazzo Caffarelli. Fino al 10 /01/2016. Curatrice: M. Faietti. Catalogo: Palombi. Orari: Tutti i giorni 9.30 – 19.30 (la biglietteria chiude un’ora prima). Biglietti: € 15 intero:Mostra + Museo (inclusa tassa del turismo di € 1 per i non residenti a Roma); € 13 ridotto: Mostra + Museo (inclusa tassa); € 2 sul biglietto gratuito. Informazioni: tel. 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00)

 

14 dicembre 2015