Al Campus Bio-Medico focus sulle malattie dell’apparato riproduttivo

Andrea Lenzi, andrologo di fama internazionale, ha riflettuto «sulla preoccupante contrazione della natalità in Italia» differenziando tra «cause patologiche e fenomeni sociali ed economici»

Avere cura dell’apparato riproduttivo non è soltanto una questione medica ma rientra in un progetto di vita, legato alla parte emotiva e relazionale di ciascuno, che la prevenzione aiuta a custodire. È questo il messaggio emerso dalla quarta edizione della Convention giovanile “Focus On: Sexual Health” che si è tenuta sabato, 25 novembre, presso l’aula magna dell’Università Campus Bio-Medico ed organizzata dall’Istituto di Filosofia dell’Agire Scientifico e Tecnologico dell’Ateneo sulla Laurentina, in collaborazione con la Family Enrichment Association. «Per tre anni abbiamo trattato maggiormente argomenti rivolti all’universo femminile – ha spiegato, introducendo i lavori, Clonice Battista, docente di ginecologia al Campus e coordinatrice dell’evento – ma le stesse esigenze riguardano gli uomini e se le donne sanno percepire i cambiamenti del proprio corpo e stanno imparando a comunicarli agli esperti, è auspicabile che tale atteggiamento diventi appannaggio anche della popolazione maschile per salvaguardare e promuovere la salute».

Ogni anno la Convention, curata dagli studenti
di Medicina del Campus e rivolta a docenti, genitori ma soprattutto ai giovani studenti dei licei, si svolge a ridosso della Giornata Universale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza «ma oggi è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne – ha detto Paola Binetti, deputata e docente dell’Ateneo – e noi la celebriamo in qualche modo qui, guardando alla sessualità maschile in un’ottica di complementarietà, dalla prospettiva di Adamo che riconobbe Eva come carne della sua carne». Nella mattinata è stato trattato principalmente l’aspetto medico: Andrea Lenzi, andrologo di fama internazionale della V Clinica Medica dell’Università La Sapienza ha riflettuto «sulla preoccupante contrazione della natalità in Italia» differenziando tra «cause patologiche legate ad un danno di spermatogenesi e fenomeni sociali ed economici». L’esperto ha individuato nell’informazione e nella prevenzione la strada da seguire a fronte della evidente difficoltà a procreare per vie naturali: «riguarda una coppia su cinque – ha spiegato -, il doppio rispetto a 20 anni fa».

Per questo Daniele Gianfrilli, endocrinologo
, ha presentato due campagne di prevenzione realizzate dal Ministero della Salute: Futuro Fertile e Amico Andrologo, suggerendo ai tanti ragazzi in sala di scaricare gratuitamente l'”AndroApp”, mentre Francesco Pallotti, specialista in endocrinologia ha illustrato i fattori di rischio modificabili che incidono sulla capacità riproduttiva maschile: uso di alcol e sostanze dopanti, regimi alimentari e tabagismo. Prima del dibattito e del brunch, l’intervento di Carlo Federico Perno, virologo dell’Università Tor Vergata che trattando di malattie sessualmente trasmesse e sessualità promiscua ha evidenziato quanto «sia importante la prevenzione tecnica» ma che se non si tiene conto «della cultura comportamentale si possono unicamente contenere i danni, non risolvere i problemi». Su questa scia, nella seconda parte dei lavori è stato posto al centro l’aspetto sociale, psicologico e relazionale, a dire che un sano sviluppo sessuale conduce ad una sana relazione con se stessi e con gli altri.

 

 

27 novembre 2017