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Al Chiostro del Bramante Jean Michel Basquiat

Celebrato l’artista di origini haitiane-domenicane, con l’esposizione di 102 opere tra olii, acrilici, disegni e ceramiche della collezione Mugrabi

Celebrato l’artista di origini haitiane-domenicane, con l’esposizione di 102 opere tra olii, acrilici, disegni e ceramiche appartenenti alla collezione Mugrabi  

Dalle mura di New York alle tele, realizzate con materiali di risulta, raccolti dai cassonetti e assemblati, si consuma la brevissima parabola del re nero di Brooklyn, morto a soli 22 anni per eroina. Re nero che dipingeva quasi in modo febbrile, ossessivo, per inseguire il successo, avvalendosi di scritte criptiche dal significato oscuro, alcune anche in italiano, perché amava il Belpaese e il nostro patrimonio artistico. Pittore o scrittore? L’inquieto, il ribelle Basquiat in un famoso articolo pubblicato sul “New York Times” definiva le sue parole pennellate.

Scritte che irrompono sulla tela, distribuite
tra i contorni neri di figure scheletriche, elementi anatomici, volti, teste che paiono maschere e che evocano il suo terrore della morte. Puri elementi grafici ma anche,  in special modo quelli barrati, segni che gridano l’urgenza che il mondo si accorga della sua presenza e che denunciano l’emarginazione dei neri, ancora presente nell’America degli anni ‘80. Una pittura che mescola cultura primordiale, quasi tribale e dal gesto talvolta infantile, ma che si nutre anche di culture diverse, tecnologia e musica blues, gospel e rap (la musica è l’altra sua grande passione). Le sue fonti sono le più diverse; le più significative, tuttavia, sono i libri e la strada.

Il Picasso nero che dipingeva frontalmente le sue figure scomposte, talvolta macabre, e che voleva essere solo un artista famoso e non un artista nero, fini per essere inglobato e stritolato in quella economia di mercato contro cui si batteva. La collaborazione per esempio a quattro mani con Andy Warhol, di cui la mostra dà conto, ricevette critiche pesantissime dai cultori dell’arte, che gridarono alla morte della creatività, schiacciata da una  mera operazione commerciale, nonostante o, forse, proprio a causa di un incontenibile favore del pubblico. Apprezzamento di quell’incontro di due concezioni estetico-culturali e stili pittorici diversi, che scatenarono la vendita di tutti i dipinti alla prima esposizione.

Il randagio di Brooklyn, gelosissimo e possessivo delle sue opere a tal punto da richiederle indietro alle sue ex fidanzate, divenuto re, visse gli ultimi giorni della sua brevissima esistenza in solitudine e sotto gli effetti della droga sempre presente nella sua vita. Il re nero decadde drammaticamente, così come aveva vissuto.


Jean-Michel Basquiat – New York City c/o Chiostro del Bramante , Via della Pace. Fino al 2 luglio 2017. Curatore: G. Mercurio con la collaborazione di Mirella Panepinto. Catalogo: Skira.Orari: Da lunedì a venerdì 10.00 – 20.00; sabato e domenica 10 – 21 (la biglietteria chiude un’ora prima). Biglietto: (audioguida inclusa); Intero € 13; Ridotto € 11. Aperture straordinarie: domenica 16 aprile 10 – 21; lunedì 17 aprile 10 – 20; martedì 25 aprile 10 – 20; lunedì 1° maggio 10 – 20; venerdì 2 giugno 10 – 20; giovedì 29 giugno 10 – 20.

7 aprile 2017