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Al Chiostro del Bramante l’amore e l’arte contemporanea

La modernità invade gli spazi rinascimentali, proponendo in un “percorso-non percorso” 40 opere che destabilizzano per la “secolarizzazione”

La modernità invade gli spazi rinascimentali, proponendo in un “percorso-non percorso” 40 opere che destabilizzano per la secolarizzazione del sentimento

 Il chiostro del Bramante inaugura la stagione autunnale con una mostra inconsueta. “Love. L’arte contemporanea incontra l’amore” è una desacralizzazione delle tradizionali esposizioni e del concetto romantico di amore come sogno, incantamento, incontro. La modernità invade gli spazi rinascimentali del chiostro, non più inteso come un contenitore di opere, ma come un “open access”: uno spazio aperto in continua evoluzione. Se apprezzabile è la sfida di abbracciare questa tendenza museale internazionale, tuttavia il “percorso-non percorso”, in un allestimento che volutamente adotta un colore bianco-ghiaccio alle pareti in evidente contrasto con il rosa acceso della moquette, genera diverse perplessità nel visitatore.

Se condivisibile è l’affermazione del curatore Eccher, e cioè che l’arte è sempre una dichiarazione d’amore, tuttavia la selezione delle opere (una quarantina), a essa funzionale, destabilizza per la secolarizzazione dell’amore, declinato nelle sue incertezze, dubbi e trasgressioni provocatorie. Destabilizzante è anche la non-convenzionale realizzazione delle audioguida: a scelta, i visitatori sono accompagnati dalla voce di John (Lennon, che cantava coi Beatles “All you need is love”), Amy (Winehouse), Coco (Chanel), David (Bowie) e Lilli e il vagabondo (Disney), nell’osservazione delle opere e nel fare esperienze sensoriali, visive e percettive. Il visitatore inoltre è libero di fotografare e persino lasciare traccia di sé con i pennarelli colorati in alcuni spazi: è quindi fruitore e divulgatore ad un tempo. Anzi, la condivisione di selfies sui social media è auspicata.

La chiave di lettura della mostra può essere, allora, quella indicata da monsignor Pierangelo Sequeri, Preside della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, autore di un saggio presente in catalogo: «Mi pare allestita proprio per farci deporre quietamente le nostre sofisticate allucinazioni sull’amore, e riconquistare la libertà di tracciare noi stessi i fili che ci riconciliano con l’intimità dei suoi segni». E aggiunge: «L’esercizio incomincerà nel tragitto verso casa. Lo dovete volere, naturalmente, senza farvi distrarre dall’analisi dell’opera d’arte. Questa mostra ha un’ambizione maggiore: l’opera, qui, vuole amabilmente farvi entrare in analisi». E ancora: «Non trattatele come semplici opere, per una volta. Fatele lavorare nell’anima come archetipi dai quali si dipana un filo invisibile che vi guida nel labirinto, come un raggio di sole inatteso attraverso “l’inverno del nostro scontento” (Riccardo III)».

Tra le opere si segnalano le orchidee di Marc Quinn, il suono che si fa corpo in “Love” (e “Amor” omaggio a Roma”) di Robert Indiana , il gigantesco cuore di posate rosse della Vasconcelos che ruota sulle note del fado. La mostra si conclude con All the Eternal Love I Have for the Pumpkins” dell’artista giappones Yayoi Kusama: un caotico gioco di specchi ingannatori, una stanza “infinita” dove si può entrare per pochi secondi e assaporare paesaggi di zucche che capovolgono e confondono prospettive.

“Love. L’arte contemporanea incontra l’amore” c/o Chiostro del Bramante, via della Pace. Fino al 19 febbraio 2017. Curatore: Danilo Eccher. Catalogo Skira €36. Orari: tutti i giorni dalle 10 alle 20; sabato e domenica dalle 10 alle 21 (la biglietteria chiude un’ora prima). Aperture straordinarie: 1° novembre 10 – 21; 8 dicembre 10 – 21; 24 dicembre 10 – 17; 25 dicembre 16 – 21; 26 dicembre 10 – 22; 31 dicembre 10 – 18; 1° gennaio 10 – 21; 6 gennaio 10 – 22. Biglietto + audio guida: intero € 13i; rdotto € 11. Informazioni: tel. 06.9151941; informazioni didattica: tel. 06.91511055. Hashtag ufficiale: #chiostrolove.

14 ottobre 2016