Al Complesso del Vittoriano la raffinatezza di Boldini
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Al Complesso del Vittoriano la raffinatezza di Boldini

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In mostra circa 160 opere, provenienti da importanti collezioni private e dai musei di tutto il mondo, dell’artista anticipatore della modernità novecentesca 

Visitare la mostra al Vittoriano significa immergersi in atmosfere rarefatte e raffinate di ambienti borghesi e aristocratici, nei quali si viveva alla fine del XIX sec. con la gioia di una vita senza pensieri. Parigi, la città dove si trasferì dopo un soggiorno a Firenze, è lo sfondo o il soggetto ideale per raccontare la magia delle feste, della vita da salotto e della mondanità in genere, durante la Belle Époque. Sin dagli esordi, si distinse dagli amici macchiaioli che amavano ritrarre la natura, la campagna, la marina in formato orizzontale; soggetti esterni che raccontavano con macchie di colore un mondo che stava per scomparire. Invece proprio la predilezione di Boldini per gli interni parigini fu motivo di critica ricorrente, soprattutto in Italia. La fortuna, che peraltro mai abbandonò il pittore, conteso da collezionisti famosi in Europa e oltreoceano, sarebbe stata determinata dal fatto che borghesi ed aristocratici ritrovassero il lusso nel quale vivevano oziosamente, sia nelle vesti eleganti che nelle case riccamente arredate con tendaggi e vivaci tappeti, sia nelle frequentazioni altolocate.

Ad esempio Boldini ritrasse alcune icone del secolo, come Giuseppe Verdi, e seppe essere una sorta di imprenditore di se stesso nel coltivare le relazioni con coloro che si presentavano come potenziali acquirenti e nel raffigurare donne importanti, anche con compensi ridotti, pur di aumentare la sua notorietà. Boldini, tuttavia, non è stato soltanto un protagonista e felice interprete della leggerezza di quel periodo storico. Il pittore fu anche un anticipatore della modernità novecentesca nel ritrarre l’universo femminile: morbidi ricci e nastri, scarpette di raso che calzano piccoli piedi, pelli bianchissime, sinuose siluette e ventagli, svelano l’anima più intima e misteriosa delle nobili dame, che gareggiavano nell’essere ritratte da quel pittore italo-francese. In un tempo in cui si affacciavano nel nuovo scenario culturale le avanguardie, Boldini, che mai fu impressionista pur acquisendone la tensione verso la luce, raffigurò le sue muse come protagoniste di un’emancipazione sociale della donna ante litteram in virtuosismi di colore. Donne, talvolta vanitosamente malinconiche, ammirate e consapevoli della propria femminilità.

Tra i numerosi capolavori in mostra L’amico fedele, Ritratto di signora in bianco con guanti e ventaglio e la grande tela Ritratto di Donna Franca Florio, evocativo degli anni Venti di Palermo. Donna di bellezza straordinaria (la “regina di Palermo”). La tela suscitò scandalo: il marito la ritenne troppo sensuale e chiese a Boldini un secondo ritratto, ormai andato perduto. Passata in possesso della famiglia de Rothschild, l’opera è tornata a Palermo grazie all’acquisto (2006) dell’imprenditore Francesco Bellavista Caltagirone. Dopo il crollo finanziario della famiglia anche la tela è stata messa in vendita. Il Vittoriano riveste il ruolo di “vetrina” per la liquidazione giudiziale. L’opera all’estero (base d’asta) è stimata oltre il milione. La mostra ospita anche una piccola selezione di dipinti di pittori coevi come Zandomeneghi, incisioni su carta e disegni, sua grande passione.

Giovanni Boldini c/o Complesso del Vittoriano. Curatori: T. Panconi e S. Gaddi. Catalogo Arthemisia/Skira 39. Orari:Dal lunedì al giovedì 9:30 – 19:30; venerdì e sabato 9:30 – 22:00; domenica 9:30 – 20: 30. Biglietti (audio guida inclusa): Intero € 14,00; Ridotto: € 12 bambini € 6,00; Universitari € 6 ogni martedì escluso i festivi; scuole € 5; Gruppi € 10 (pren. e microfonaggio obbligatori, min 15 max 25). Informazioni e prenotazioni: T + 39 06 87 15 111.

 

10 marzo 2017