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Al Globe, Camilleri fa parlare Shakespeare in siciliano

Torna la rassegna dedicata al Bardo di Stratford-upon-Avon a Villa Borghese. Si parte con “Troppu trafficu ppi nenti”. Dal 7 al 6 luglio Gigi Proietti 

Torna la rassegna dedicata al Bardo di Stratford-upon-Avon a Villa Borghese. Si parte con “Troppu trafficu ppi nenti”. Dal 7 al 16 luglio Gigi Proietti 

Il pensiero qualcuno l’ha azzardato. Qualche altro si è spinto anche a dirlo ad alta voce: altro che Stratford-upon-Avon, il bardo più famoso sarebbe stato italiano; di più, siciliano. «Shakespeare – dice lo storico siciliano Nino Pricipato – potrebbe essere messinese, qui ha ambientato la sua opera “Molto rumore per nulla”, i cui personaggi erano messinesi. E conosceva anche bene la Storia romana e infatti in “Antonio e Cleopatra” dice che Pompeo soggiornò a Messina, ma soprattutto utilizza modi di dire che solo un messinese può conoscere come quando in “Molto rumore per nulla Don Pedro d’Aragona ha uno scambio di battute con Claudio e dice che Beatrice “la seppelliranno con il viso all’insù”, un modo di dire messinese di una persona superba che viene indicata come una che “avi a nasca a dritta”».

Da questo punto di vista, geniale l’apertura di stagione del Silvano Toti Globe Theatre che fino al 2 luglio (alle 21.15) ospita uno spettacolo in cui lo scrittore Andrea Camilleri e il regista Giuseppe Dipasquale si sono divertiti a mettere in scena il mistero che si celerebbe dietro la vita e le opere di William Shakespeare che diventa Michele Agnolo Florio Crollalanza, di origine quacquera, che, per sfuggire alle persecuzioni religiose, visse tra Messina, Venezia, Verona, Stratford e Londra. “Troppu trafficu ppi nenti” è scritta quindi in messinese. Un divertissement d’autore che solo Camilleri poteva concretizzare.

Dal 7 al 16 luglio (ore 21.15) è la volta del ritorno, a grande richiesta, di Gigi Proietti in veste di attore con Edmund Kean di Raymond FitzSimons (adattamento e regia Gigi Proietti, regista assistente Loredana Scaramella). In scena un uomo solo nel suo camerino che beve, si trucca e si interroga sulle parole di Shakespeare, passando in rassegna una vita di battaglie e successi. È Edmund Kean, grande attore inglese dell’inizio dell’Ottocento, idolatrato dal pubblico e dalla critica che ne decretarono l’ascesa dal ruolo di Arlecchino ai grandi protagonisti shakespeariani e, poi, la rovinosa decadenza. Il copione è più che un testo chiuso: è un’occasione per entrare nel segreto del camerino in cui monologhi, battute, idee prendono e perdono forma, in un processo creativo da laboratorio che smonta e scruta le creazioni di Shakespeare.

Dal 21 luglio al 6 agosto (ore 21.15) Daniele Pecci
porta in scena Enrico V curandone la regia e vestendo i panni del protagonista. Pur trattandosi di uno dei drammi storici di Shakespeare, Enrico V unisce al suo interno elementi epici, toni della commedia ed elaborate strutture sintattiche, come nel corteggiamento da parte di Enrico V della bella Caterina di Francia nella parte finale del dramma. Un testo che ha un legame fortissimo con la struttura stessa del Globe Theatre e che sarà portato in scena da un gruppo di attori giovani e giovanissimi.

Immancabile l’appuntamento di metà agosto con lo spettacolo cult del Silvano Toti Globe Theatre che torna sul palco di Villa Borghese per l’undicesimo anno consecutivo: il Sogno di una notte di mezza estate, a firma di Riccardo Cavallo (traduzione di Simonetta Traversetti). Dal 9 al 20 agosto (ore 21.15) grandi e piccoli possono emozionarsi con le magnifiche scene e i costumi da sogno di questa storia che racconta il tempo breve della felicità con un sottile sottofondo di malinconia. L’opera è stata scritta in occasione di un matrimonio e rappresenta, come una scatola cinese, un mondo stregato in cui dominano il capriccio e il dispotismo. Linguaggi diversi vi si intrecciano: quello delle fate che alterna al verso sciolto, canzoni e filastrocche, e quello degli artigiani, in cui la prosa di ogni giorno è interrotta dalla goffa parodia del verso raffinato.

Dal 24 agosto al 10 settembre va
in scena Il mercante di Venezia (regia e traduzione di Loredana Scaramella) un testo dai toni contrastanti, in cui si affronta il tema della tolleranza e lo scontro fra clemenza e giustizia. Loredana Scaramella presenta un allestimento che punta a mantenere il carattere di commedia, allontanandosi dai toni drammatici delle più recenti messe in scena del testo. Lo fa puntando sul racconto di una grande storia sull’amore e spostando l’ambientazione negli anni a cavallo fra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento, anni euforici, pieni di cambiamenti di costume, di novità e luminosi progressi, che accolgono però i germi silenziosi di un buio futuro.

La volontà di potere e di predominio che divora tutto è al centro di Macbeth di Daniele Salvo in scena dal 15 settembre al 1° ottobre (ore 21.00, la domenica ore 18). Una tragedia che opera un vero e proprio “sezionamento” dell’emozione umana, un precisissimo iter all’interno del cuore e della mente di un uomo che sembra destinato al vertice della società, ma che diviene invece vittima della fragilità e della manipolazione. Vittima del suo stesso lato oscuro che si fa carne in un alter ego formidabile: Lady Macbeth. Il regista propone una messa in scena regolata dalle leggi del sogno e del sonno, con quelle caratteristiche di allucinazione e incubo che hanno reso questo testo un capolavoro. Toni più gioiosi, uniti ad altri più cupi si ritrovano, invece, in Much ado about nothing (Molto rumore per nulla) il nuovo spettacolo in lingua inglese che va in scena dal 5 al 15 ottobre (ore 20.45, la domenica ore 18) chiudendo la stagione. Lo spettacolo è coprodotto da The Bedouin Shakespeare Company con la regia di Chris Pickles.

28 giugno 2017