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Al Palazzo delle Esposizioni la Via Crucis di Botero

In mostra un ciclo di 27 dipinti a olio e 34 disegni donati dall’artista al Museo de Antioquia in occasione dei festeggiamenti dei suoi 80 anni

In mostra un ciclo di 27 dipinti a olio e 34 disegni donati dall’artista al Museo de Antioquia in occasione dei festeggiamenti dei suoi 80 anni 

«Padre mio, mi sono affezionato alla terra quanto non avrei creduto. È bella e terribile. Io ci sono nato quasi di nascosto, ci sono cresciuto e fatto adulto in un angolo quiete tra gente povera, amabile ed esecrabile. Mi sono affezionato alle sue strade.[…] È solo una stazione per il Figlio Tuo la terra, ma mi addolora lasciarla e persino questi uomini e le loro occupazioni, le loro case e i ricoveri mi dà pena doverle abbandonare». Sono le parole di commento del poeta Mario Luzi alla XII stazione della Via Crucis del ‘99, presieduta da Papa Giovanni Paolo II.

Parole che potrebbero comparire nei pannelli didattici che accompagnano la fruizione delle opere in mostra. Il Cristo di Botero, sia pure nelle volumetrie e nel linguaggio figurativo che l’hanno reso celebre nel mondo, non è una divinità trionfante, bensì un uomo tra gli uomini. Esemplificativa in tal senso è l’opera prescelta per presentare al grande pubblico la mostra: il Cristo è un Cristo che reca i segni della morte – le ferite sul costato e sulle mani, gli occhi chiusi – ma che cammina tra la folla in posizione eretta con uno sguardo e una gestualità che, a detta dei critici, evoca l’immagine cara ai fedeli, ai devoti, del Sacro Cuore di Gesù benedicente.

Un uomo sceso dalla croce, dunque, tra una folla di persone, contemporanee non agli eventi storici, ma appartenenti ad un’umanità viva e reale, colorata, dalle camicie sgargianti, orologi e anelli d’oro (spesso indossati dai narcotrafficanti). Sono i colori e gli uomini della Colombia; gli stessi che troviamo nelle altre stazioni della Via Crucis, alcune delle quali riunite insieme in un’unica tappa contemplativa. La religiosità devozionale latino-americana, onnipresente nella vita pubblica e privata, e passi tratti dalla Bibbia si mescolano, accomunati dallo sguardo compassionevole di Botero.

L’ironia con la quale in passato aveva rappresentato un mondo edonistico, voluttuoso e atemporale, con personaggi pigramente a loro agio nello spazio in cui erano raffigurati, sembra essere lontana. Quella sorta di “domenica felice della vita”, in cui ogni essere vivente è sottratto alla meschinità e a ogni genere di degradazione morale, si è trasformata in una sensibilità, in un’empatia per la condizione umana, senza tuttavia sfociare nei toni forti dei dipinti di Abu Ghraib. Ovvero, i 78 dipinti che raffigurano gli orrori perpetrati, nel noto carcere, al tempo dell’invasione degli Usa in Iraq che per Botero, per sua stessa ammissione, rappresentano una parentesi della carriera, una sorta di catalogo in cui racchiudere, sull’esempio di Goya e del Picasso di “Guernica”, oltraggiose violazioni dei diritti umani.

Il dramma compare nelle opere di Botero della maturità. Ma la passione di Cristo è vissuta con sofferenza religiosa, rassicurante, con omaggio ai capolavori dell’arte universale, ai maestri del Rinascimento, in particolare a Piero della Francesca e alla sua chiarezza compositiva. Scenari del passato sono accostati a spazi contemporanei: la flagellazione ad esempio avviene in strada, tra le case, e un militare sostituisce un centurione romano. Rappresentativa della Via Crucis, presentata per la prima volta a New York, è la “Crocifissione”: un Cristo di colore verdastro, evocatore di mortalità e malattia, è inchiodato sulla croce in pieno Central Park. Un Cristo monumentale, malato, tra minuscoli passanti dediti ad occupazioni quotidiane (spingono i passeggini, fanno jogging etc.).

La rassegna, che segna un nuovo sviluppo più che un tradimento poetico dell’arte di Botero, per una felice coincidenza si tiene nell’anno del Giubileo della Misericordia.

Botero.Via Crucis, La passione di Cristo c/o Palazzo delle Esposizioni, Via Nazionale, 194. Fino al 1° maggio 2016. Catalogo: Silvana editoriale. Biglietti: Intero € 10,00 – ridotto € 8,00; ridotto 7/18 anni € 6,00 – gratuito fino a 6 anni. Orario:Domenica, martedì, mercoledì e giovedì dalle 10:00 alle 20:00; Venerdì e sabato dalle 10:00 alle 22:30 – lunedì chiuso. L’ingresso è consentito fino a un’ora prima della chiusura.