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All’Ara Pacis la mostra “Nutrire l’Impero”

Nell’anno di Expo Milano, la storia dell’alimentazione romana a partire dall’età augustea. Esposta anche la ricostruzione dell’imponente porto di Traiano

Nell’anno di Expo Milano, la storia dell’alimentazione romana a partire dall’età augustea. Esposta anche la ricostruzione dell’imponente porto di Traiano

La mostraNutrire l’Impero. Storie di alimentazione da Roma e Pompei”, ideata in concomitanza dell’Expo 2015, attraverso opere d’arte, documenti e pannelli, traccia la storia dell’alimentazione romana a partire dall’età augustea. Pertinente la scelta della spazio espositivo dell’Ara Pacis, mausoleo dedicato al primo imperatore di Roma, durante il regno del quale nel bacino del Mediterraneo ebbe inizio la cosiddetta globalizzazione dei consumi con la delocalizzazione della produzione dei beni primari. Considerato il tema, l’apparato esplicativo, le ricostruzioni multimediali, la visita alla mostra è consigliata alle scuole.

La pax augustea è il punto di partenza di questo racconto sull’alimentazione, quando i romani si aprirono all’introduzione e coltivazione di frutta e vegetali provenienti dalle province (quali ad esempio le ciliegie, il melone e il cocomero). Al di là degli stereotipi sulla cosiddetta “dieta mediterranea” – termine ideato dagli americani – occorre precisare che l’olio, il vino e il grano costituivano la base dell’alimentazione romana, l’essenza stessa dell’annona, cioè la quantità di viveri necessari a una comunità. E responsabile di tale approvvigionamento era il prefetto dell’annona, un cavaliere vicino all’imperatore. Da considerare è che ogni cittadino romano, maschio, compiuti i 17 anni, riceveva gratuitamente 35 kg di grano al mese (in mostra il cosiddetto “sarcofago dell’annona” che riproduce la tessera per ritirare la razione di grano).

Tuttavia, tale scelta alimentare era dovuta più alla necessità di nutrirsi di ciò che offriva il territorio che ad una felice intuizione scientifica. Il consumo di carne, poi, era limitato per ragioni economiche. Destinata alle èlite, la carne veniva acquistata al macellum, un edificio circolare in marmo, che già nell’architettura raffinata denotava una frequentazione di soli clienti di un certo rango. Solitamente evitata era la carne di cavallo, sia per il rapporto intimo tra l’uomo e l’animale, sia perché quest’ultimo aveva comunque un’altra destinazione d’uso (la locomozione e il lavoro). Graditi anche il pesce (pescato nel Tevere) e il latte. Di sicuro impatto visivo i resti organici cristallizzati nel tempo dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C.: focacce appena sfornate, piselli decorticati, e così via.

È noto inoltre che i romani bevessero vino in gran quantità. Bevanda servita in coppe, le cui forme e i modi di impugnarle si sono evolute nel tempo secondo il gusto. Il filosofo Seneca sosteneva che «ogni tanto è bene arrivare all’ebbrezza, non perché questa ci sommerga, ma perché ci scarichi sciogliendo gli affanni e liberando dalla tristezza». Spettava però al padrone di casa moderare e misurare la quantità del vino bevuto dai suoi commensali (dapprima offriva quello migliore) per favorire il conversare. Importante era infatti il valore sociale dei banchetti e la stessa coltivazione dell’uva (gradita fresca o disidratata) simboleggiava l’abilità dell’uomo nell’intervenire sul territorio. La mostra tuttavia si conclude con la malinconica consapevolezza della fugacità di ogni piacere.

L’esposizione dà conto infine della circolazione e distribuzione del cibo con la ricostruzione dell’imponente porto di Traiano. Ampio spazio è riservato alle anfore, contenitori in terracotta, dotati di due anse contrapposte per la presa, e una base d’appoggio. La varietà delle anfore (più affusolate per il vino, più tondeggianti per l’olio, più piccole per il garum, salsa a base di pesce usata come esaltatore del gusto) favoriva lo stivaggio nelle navi.

“Nutrire l’Impero. Storie di alimentazione da Roma e Pompei” c/o Museo dell’Ara Pacis, lungotevere in Augusta, fino al 15/11/2015. Orari:tTutti i giorni 9.30-19.30.La biglietteria chiude un’ora prima. Biglietto integrato Museo + mostra: intero € 17;rRidotto € 13; per i cittadini residenti nel Comune di Roma (esibire documento che attesti la residenza:) intero € 16; ridotto € 12; Biglietto solo mostra: intero € 11; ridotto € 9. Speciale scuole: € 4; Speciale famiglie: € 22. Informazioni: 060608 (tutti i giorni ore 9-21).

11 settembre 2015