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Alle Scuderie del Quirinale il sogno di Napoleone

A 200 anni di distanza, la mostra celebra l’anniversario del recupero dei grandi capolavori dell’arte italiana requisiti dall’imperatore francese

A 200 anni di distanza, la mostra celebra l’anniversario del recupero dei grandi capolavori dell’arte italiana requisiti dall’imperatore francese 

Sulle orme della storia per riscoprire il valore di un’eredità artistica non solo come indiscusso patrimonio culturale, ma anche, nell’incertezza di un avvenire che appare sempre più con i contorni sfumati, come risorsa per recuperare, in senso civico, un’identità tutta italiana e europea. Sono queste le ragioni della mostra alle Scuderie del Quirinale che ripercorre le tappe più salienti della vicenda storica che ebbe come protagonista Napoleone Bonaparte.

Con il trattato di Tolentino del 1797, concluso tra la repubblica francese e Papa Pio VI (nelle cui trattative Napoleone richiedeva persino il diritto di esclusiva nel conclave) lo Stato Pontificio, per evitare ingerenze di natura ecclesiastica, dovette piegarsi a onerose disposizioni: dalla requisizione di territori (come ad esempio la cessione definitiva di Avignone, che fu per 70 anni sede papale), alle indennità economiche e alla consegna di oltre 500 opere, tra manoscritti e capolavori d’arte. Trattato che, peraltro, riveste una certa importanza nella storia del diritto pubblico europeo, perché con esso per la prima volta un papa cedette parte del Patrimonio di San Pietro.

Nel corso delle campagne militari francesi, tra il 1796 e il 1814, furono requisiti allo Stato Pontificio come bottino di guerra oltre 500 opere, tra manoscritti, dipinti e sculture, e inviate a Parigi per dar lustro al nascente Museo del Louvre; un Museo Universale, simbolo – nelle intenzioni di Napoleone – della grandezza della Francia.

All’indomani del Congresso di Vienna, che si proponeva di dare un nuovo assetto politico all’Europa dopo la sconfitta di Napoleone, e in un clima generale di Restaurazione, in cui furono ristabiliti i privilegi di clero e nobiltà e rimesse sul trono le antiche dinastie regnanti prima della rivoluzione francese e dell’ascesa di Napoleone, Canova, il più accreditato per svolgere tale delicato incarico, fu nominato da Papa Pio VII per trattare il ritorno in patria dei capolavori. Ritorno salutato entusiasticamente, come documentano le cronache del tempo, da artisti e amatori.

La mostra dà conto sia nei pannelli esplicativi delle sale in cui è suddivisa sia in quelli didascalici di ciascun’opera della requisizione e della restituzione delle stesse, ricordando anche il noto rinvenimento fortuito durante la “recupera del codice Atlantico” di Leonardo. La mostra è dunque uno spunto di riflessione sulle opere intese “exemplum virtutis”, di educazione allo spirito e alle menti, e acquisizione di un’identità. Diceva Leopardi in un discorso del 1818, riportato in chiusura della mostra: «… quelle opere immortali che erano e saranno sempre nostre, dovunque la fortuna le sbalzi, ritornate alla patria, loro albergano qui fra noi, beando gli occhi e gli animi nostri e, quasi gridando, ci esortano ad emulare quei divini artefici nati da una stessa madre con noi che, imitando questa natura e contemplando questo cielo e questi campi e questi colli, a se medesimi acquistarono e alla patria mantennero nome e gloria più durevole dei regni e delle nazioni».

Muovono questa riflessione capolavori, tra cui citiamo: le pale di Raffaello, la Strage degli innocenti e il San Giovanni battista nel deserto di Guido Reni, il Compianto sul cristo morto del Correggio, la Cattedra di San Pietro del Guercino e le opere dei maestri veneti del colore come Tiziano, Veronese e Tintoretto.

Il Museo Universale. Dal sogno di Napoleone a Canova c/o le Scuderie del Quirinale, via XXIV Maggio. Fino al 12 /03/2017 Curatori: Curzi, Presicce, Brook. Catalogo Skira €34. ORARI :Domenica – giovedì dalle 10 :00 alle  20:00 ; venerdì e sabato dalle 10:00 alle 22:30. INGRESSO :Intero 12 euro – Ridotto 9,50 euro. Infoline: Tel 0639967500 

 

13 gennaio 2017