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Alle Scuderie del Quirinale Picasso tra classicismo e cubismo

La mostra rientra in un progetto che vede coinvolte anche altre città italiane ed è inserita in un progetto internazionale più vasto, “Picasso-Méditerranée 2017-2019”

Attratti dal dipinto “La corsa sulla spiaggia”, selezionato per pubblicizzare l’evento, visitatori italiani e stranieri affollano le sale delle Scuderie del Quirinale ove è in corso la mostra “Picasso tra cubismo e classicismo”. Le due donne, tra grigi, bianchi, rosa e blu contrapposti, al pari di menadi dell’antica Grecia, introducono idealmente il percorso a passo di danza. Percorso che rievoca la versatilità di Picasso, apprezzabile anche attraverso istantanee, documenti e studi che corredano la mostra. Studi mai esposti prima, data l’avversione dell’artista agli stili: pensava infatti che, se il cubismo fosse diventato uno stile, avrebbe cessato di esistere. Ragione che spiega le distanze prese dai suoi seguaci.

Nel periodo esaminato, un arco temporale compreso tra il 1915 e il 1925, domina il viaggio compiuto in Italia, a Roma, Napoli, Pompei e Milano, 100 anni fa, quando l’artista aveva 36 anni. Viaggio intrapreso come una sorte di gran tour insieme al poeta Jacques Cocteau e al musicista Igor Stravinsky, al seguito della compagnia di Sergej Diaghilev, al fine di realizzare le scene, i costumi e il sipario per un suo balletto: “Parade”, musicato da Satie. In quell’occasione conobbe e s’innamorò della prima ballerina Ol’ga Chochlova.

Di Ol’ga, sua prima moglie e musa ispiratrice, è in mostra il ritratto in poltrona, in cui la bellezza della donna, tra classicismo e plasticismo, è esaltato dalla figura dal delicato, perfetto, ovale del viso e dai capelli raccolti in uno chignon, morbidamente seduta. Così come l’amico Igor Stravinsky, con il quale aveva in comune il rapporto non facile con i dadaisti e futuristi e il rifiuto dell’espressionismo, è rappresentato, in una giacca troppo abbondante, seduto su una poltrona.

Entrambi gli artisti preferivano ricorrere alle forme d’arte popolari. Le figure della commedia dell’arte, nella quale gli attori recitavano improvvisando, e spesso finivano coll’immedesimarsi nel personaggio, che poi avrebbero rappresentato per tutta la vita, affascinarono Picasso: nelle sue opere ricorrono il saltimbanco, Pulcinella, l’acrobata, il giocoliere, così come la donna italiana, la ciociara. Capolavori i suoi dipinti con Arlecchino.

Successivamente all’esperienza italiana, sfumato l’amore per Olga, Picasso si apre a nuove
sperimentazioni, tra cui la tecnica del collage e le nature morte. Del resto Picasso sosteneva che nell’arte non c’è un passato e un futuro. «L’arte non evolve di per sé. Le idee delle persone cambiano e con esse il loro modo di esprimersi. Quando ho trovato qualcosa da esprimere, l’ho fatto senza pensare al passato al futuro; ogni qualvolta che avevo qualcosa da dire l’ho detto nel modo che ritenevo più appropriato». La mostra, per ragioni di spazio, prosegue a Palazzo Barberini: nel grandioso salone affrescato da Pietro da Cortona: è esposto, per la prima volta a Roma, il sipario dipinto per Parade, un’immensa tela lunga 17 metri e alta 11.

La mostra rientra in un progetto che vede coinvolte anche altre città italiane ed è inserita in un progetto internazionale più vasto, “Picasso-Méditerranée 2017-2019”, una serie di esposizioni in più di 60 istituzioni internazionali con una durata complessiva di tre anni.

Picasso tra cubismo e classicismo ;1915-1925 c/o Scuderie del Quirinale, via XXIV Maggio 16. Fino al 21 gennaio 2018. Curatori: O. Berggruen con  A. von Liechtenstein Catalogo Skira: in mostra €36. Biglietti con audio guida inclusa: gratuito da 0 a 18 anni; intero €15; ridotto €13;gruppi €13 dal lunedì al venerdì; € 15:00 dal sabato alla domenica con prenotazione obbligatoria. Informazioni: 06.811.00256

 

 

16 ottobre 2017