All’Esquilino la Festa della Luna, festa di amicizia

Integrazione è stata la parola chiave della “Festa della Luna” celebrata ieri sera, domenica primo ottobre, nell’istituto Santa Maria all’Esquilino. Famiglie italiane, cinesi e di tutto il mondo unite per una serata animata per lo più dai bambini che hanno cantato e ballato, il tutto arricchito da specialità gastronomiche. La “Festa della Luna”, o “Festa di metà autunno”, è una delle celebrazioni più importanti in Cina durante la quale le famiglie si riuniscono. Giunta alla sua seconda edizione, l’idea di celebrare la festa all’Esquilino, rione romano multietnico per eccellenza, è nata da un invito rivolto da monsignor Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, già vescovo ausiliare di Roma, alla parrocchia Sant’Eusebio, alle scuole del quartiere e alla comunità di sant’Egidio.

Nel quartiere il 60% degli esercizi commerciali è gestito da cinesi, il 18% da italiani, il resto da bengalesi e pachistani. Tanti condomini sono abitati per la maggior parte da stranieri e in molti casi è nata una vera amicizia con le famiglie italiane grazie agli interessi comuni dei figli, o perché si sono offerti di aiutare un anziano in difficoltà. È il caso di Elena e Zhang, vicine di casa da tanti anni. La prima non parla cinese, la seconda capisce l’italiano ma riesce a pronunciare solo poche parole. Eppure tra le due è nata una grande amicizia tanto da festeggiare insieme molte celebrazioni.

«Siamo sempre disponibili l’una per l’altra
– ha raccontato Elena –. Nonostante non parliamo la stessa lingua ci comprendiamo benissimo e abbiamo creato una grande famiglia italo cinese». Zhang definisce Elena la sua «mamma italiana» perché la sente molto vicina soprattutto nei momenti difficili e ci tiene a ringraziare l’Italia perché le ha dato «una seconda vita». Sandra è originaria del Camerun e vive all’Esquilino da 16 anni. «Qui ho trovato l’America» ha detto felice. Collabora con la comunità Sant’Egidio, in particolare con il programma “Viva gli anziani”.

Padre Michele, cappellano della comunità cinese a Roma, è originario della Malesia e vive in Italia da 13 anni. Si è sentito subito accolto e con il tempo si è creato delle «belle amicizie». Durante la festa bambini di tutte le età e nazionalità hanno giocato a pallone nel grande cortile dell’istituto.

Monsignor Gianrico Ruzza, vescovo ausiliare per il settore centro, guardandoli ha detto che «sono un bell’esempio. I bambini ci insegnano che non ci sono diversità che non possano essere superate con un abbraccio grazie al quale si può superare ogni ostacolo. Il desiderio e la volontà di integrazione delle comunità di questo rione cominciano ad essere premiati. Vediamo qualche risultato nel cambiamento di mentalità. Ora la vittoria che vogliamo avere è quella della totale integrazione. Come ha detto Papa Francesco qualche giorno fa, bisogna accogliere i migranti con le braccia ben aperte come il colonnato di piazza San Pietro».

«L’amicizia tra gli adolescenti è semplice
– ha affermato don Gianalessandro Bonicalzi, parroco a Sant’Eusebio –. Gli adulti dovrebbero avere solo un po’ più di coraggio e la convivenza sarebbe più facile. A volte si è un po’ spaventati ma noi che frequentiamo i loro ristoranti, i loro bar, stiamo pian piano entrando nelle loro vite e possiamo testimoniare che sono persone squisite».

2 ottobre 2017

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