Halloween, un fenomeno da non sottovalutare

Quella che molti ritengono essere una semplice carnevalata nasconde un disegno tutt’altro che innocente e casuale, un mondo sotterraneo che abbina business e occultismo

Immagini di mostri, streghe, fantasmi e scheletri stanno facendo capolino lungo strade ed edifici delle nostre città. Il motivo è Halloween. Quella che molti ritengono essere una semplice carnevalata, nasconde un disegno tutt’altro che innocente e casuale, un mondo sotterraneo che abbina business e occultismo. Uno degli aspetti più preoccupanti è come, negli ultimi anni, venga sempre più pubblicizzata in strutture pubbliche e private come asili e scuole di ogni ordine e grado. Halloween, infatti, sta diventando un problema legato all’educazione e alla formazione delle giovani generazioni che ormai conoscono più le vicende e le leggende di questa assurda ricorrenza che le feste religiose e civili della nostra tradizione. Non credo che esista il precedente di un evento perfettamente estraneo alla nostra cultura che si sia insidiato con tale successo in un lasso di tempo così limitato. Un martellamento continuo cui sono sottoposti i nostri figli con insegnanti letteralmente “infatuati” che presentano miriadi di iniziative per “giocare” con tutto ciò che è macabro.

Le librerie sono popolate da pubblicazioni e anche libri di testo per gli istituti scolastici destinati ai bambini dai 3 anni in su che danno più rilevanza ad Halloween che al Natale. Ci sono classici della narrativa che rappresentano la “notte delle streghe” in veste di racconto a sfondo malinconico, fino a giungere ad audio-libri con cd e dvd forniti di schede didattiche per le maestre e di linee guida per le recite. Nessuna fascia di età è esclusa a partire da fumetti e schede da colorare, dedicati ai più piccoli che ancora non sanno leggere e scrivere, per giungere alle analoghe versioni soft-horror per i preadolescenti. Canzoncine e musiche, gadget e lavoretti, filastrocche e racconti, laboratori e corsi, fiabe e film, sfilate e festicciole, puzzle e carte da gioco, piatti dolci e salati, tutto in salsa lugubre. Ma cosa c’è di educativo in tutto ciò? Qualcuno si azzarda addirittura ad affermare che i bambini sono “naturalmente” attratti dai mostri… La verità è che i veri mostri siamo noi che permettiamo ai piccoli di nutrirsi di queste nefandezze!

Il termine Halloween deriva dall’espressione “All-Hallows-Eve” che significa “vigilia di tutti i santi” e indica un fenomeno che sempre più si sovrappone alla festività religiosa di Ognissanti presentandosi come una pseudo-festa delle tenebre. Secondo alcuni studiosi di folklore, All-Hallows-Eve avrebbe soppiantato una ricorrenza pagana dei popoli celti, chiamata Samhain. Con tale termine si indicava una serie di giorni considerati “sacri” dai sacerdoti celtici – i druidi – a cavallo tra la fine di ottobre e i primi di novembre durante i quali la popolazione celebrava il passaggio tra la fine dell’estate e l’inizio dell’inverno. Durante la festa si svolgevano riti orgiastici con uso smodato di bevande alcoliche; l’offerta di sacrifici, inoltre, era considerata necessaria per ingraziarsi gli spiriti delle tenebre.

Il substrato pagano è sopravvissuto anche alla predicazione dei primi apostoli e alla conversione delle terre barbariche al cristianesimo rimanendo nascosto sotto la cenere ma mai del tutto sopito. Fu Papa Gregorio IV, nell’834, ad accorgersi della permanenza del suddetto retaggio nei popolani. Come contromisura alle superstizioni celtiche, decise di spostare la festa di Ognissanti dal tredici maggio – sua data originaria – al primo novembre al fine di fermare la proliferazione di rituali magici in onore di Samhain. Similarmente, nel X secolo, venne introdotta la festa di tutti i fedeli defunti in opposizione a quella delle streghe.

Proprio a motivo di queste sue origini Halloween oggigiorno è l’anticamera verso qualcosa di ancora più inquietante. Per i seguaci dell’occulto il 31 ottobre sarebbe il capodanno satanico, il giorno più magico dell’anno, propizio per compiere i riti più indicibili. Per le organizzazioni settarie in genere è la grande occasione per adescare nuovi adepti. Purtroppo i giovani sono i più esposti a cadere in queste trappole infernali a causa della loro inesperienza e della loro curiosità. I mass-media riportano sempre più frequentemente le scelleratezze che avvengono durante le notti di ottobre e novembre: innumerevoli riti malefici, profanazioni di camposanti, furti di ostie consacrate, sacrifici di animali, vere e proprie messe nere. Sono solo la punta di un iceberg.

La diocesi di Rieti ha da poco comunicato che lo scorso 6 ottobre, presso la chiesa parrocchiale di Santa Maria delle Grazie in Vazia, in circostanze ancora da chiarire, è stato perpetrato il furto sacrilego dell’Eucaristia. Nello stesso giorno un altro furto sacrilego è avvenuto anche a Spinetoli, in provincia di Ascoli Piceno, dove ignoti, dopo essersi introdotti in una chiesa, hanno forzato lo sportellino del tabernacolo sottraendo la pisside con dentro un centinaio di ostie consacrate. Esiste anche la compravendita – principalmente tramite internet – di reliquie rubate, fatto che dimostra l’esistenza di un mercato del sacro clandestino. Poco tempo fa, per esempio, è stato denunciato per ricettazione dalla Guardia di Finanza di Cosenza un uomo che cercava di vendere su eBay – noto sito internet di annunci economici – due oggetti della tradizione sacra e popolare: una spina della corona di Gesù e una parte della spugna imbevuta di aceto che i soldati romani posero sul suo costato.

Di fronte a questo scenario sono in aumento le diocesi, parrocchie, associazioni e semplici educatori che avanzano la proposta di opporsi ad Halloween tornando a celebrare la festa dei Santi che hanno l’indubbio merito di essere persone di grande esempio morale realmente vissute e non creature immaginarie o mitologiche. Sottovalutare il fenomeno Halloween, che procura confusione sostituendosi ai momenti liturgici significativi, significa promuoverlo. I bambini, sempre più frastornati e bombardati da questo evento, non conoscono o non sentono la festività dei Santi. È necessario sollecitare una pastorale attenta al ridare alla festa dei Santi e alla commemorazione dei defunti il valore irrinunciabile che la tradizione gli ha attribuito. È anche importante non aderire in alcun modo all’evento, decretando così il fallimento di questa trappola dell’occulto.

13 ottobre 2014

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