I nonni androidiani: preziosa risorsa con nuove competenze

L’utilizzo delle nuove tecnologie e la capacità di restare aggiornati danno nuova linfa al legame nonno-nipote

I nonni sono sempre stati delle figure importanti all’interno della famiglia, spesso depositari dei segreti, nel bene e nel male, ma anche fonte di notevole saggezza. I nostri nonni erano fragili, anziani, ancorati a vecchie abitudini e soprattutto non avevano accesso alle tecnologie. Forse anche per questo a casa dei nonni le cose restavano senza tempo, le abitudini erano sempre le stesse, c’era il profumo della prevedibilità e il televisore non aveva mai le ultime funzioni.

I nonni del secondo decennio degli anni duemila sono differenti. Potremmo distinguerli in due categorie: i nonni che decidono di essere estranei all’educazione dei nipoti e preferiscono restare ancorati alle loro abitudini, come alla terapia dal fisioterapista, da una parte, e i nonni che dall’altra decidono di iscriversi a pilates e scaricano applicazioni sul telefono per giocare con i nipoti. L’età cronologica, infatti, non sembra più un fattore determinante, lo è invece la capacità di restare aggiornati, di riuscire a mantenere alta la flessibilità della propria mente, tanto da poter modificare il proprio stile di vita, migliorandolo attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie e strumenti all’avanguardia. Fortunatamente i dispositivi elettronici viaggiano su piattaforme intuitive e semplici, tanto da costituire un elemento di comunanza tra nonni e nipoti. Laddove l’adulto, come il bambino, sembra facilitato nell’accesso alla tecnologia dalla stessa semplicità che permette anche ai più piccoli il loro utilizzo.

La figura dei nonni, seppure androidiani, rappresenta ancora una volta un punto di riferimento per i nipoti. Sebbene la tecnologia può avvicinarli di più ai genitori, un uso moderato li rende comunque saggi e ancora una volta dei referenti autorevoli nell’educazione dei nipoti. I nonni, infatti, hanno il vantaggio di avere una percezione differente delle priorità, determinando un uso del proprio tempo qualitativamente migliore. La persona anziana, infatti, non vive con l’ansia di programmare il domani, al contrario, salvo casi particolari, vive con intensità il presente, gustando ogni momento e ogni tappa raggiunta dai loro piccolini. Questa caratteristica rende il tempo trascorso con i nonni pieno di tranquillità e qualitativamente intenso, all’interno del quale i bambini possono essere coccolati singolarmente, senza dover necessariamente condividere le attenzioni degli adulti con i fratellini o con l’ansia del prossimo week end, della prossima festa o dei compiti da terminare costi quel che costi.

I nonni androidiani hanno il vantaggio di poter comunicare con i propri nipotini videochiamandosi tramite telefono, giocando con le consolle elettroniche o aiutandoli nelle ricerche scolastiche direttamente su internet e qualche volta avvalendosi anche di vecchi e polverosi volumi enciclopedici. Che siano tecnologici o meno, tuttavia, i nonni costituiscono una risorsa importante come sostegno ai propri figli e guida per i nipotini. D’altra parte il fatto stesso di sentirsi necessari ed importanti rappresenta uno stimolo a restare attivi e sempre attenti ai tempi che cambiano, in un’età della vita che li vedrebbe invece più inermi, in attesa di un avvenire incerto. Ancora una volta, forse, la ricetta per la felicità è la condivisione del proprio tempo, apprezzando la presenza degli altri nella nostra vita, a qualunque età e con qualunque livello tecnologico.

23 febbraio 2015

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