I rifugiati accolti nelle parrocchie in piazza con Francesco

Si intitola “Share the journey“, Condividiamo il viaggio, la campagna che Caritas internationalis presenta domani, mercoledì 27 settembre, in anteprima, a Papa Francesco: una campagna che durerà due anni, nata proprio in risposta all’appello del Pontefice a promuovere «la cultura dell’incontro» sia nelle comunità di origine dei migranti sia in quelle in cui transitano o in cui scelgono di restare. Come è accaduto nella diocesi di Roma, grazie ai progetti di accoglienza promossi dalla Caritas e portati avanti con la collaborazione attiva di parrocchie e famiglie, a partire dal Giubileo della Misericordia. Il risultato: oltre 120 tra richiedenti asilo e protetti internazionali ospitati in 40 tra parrocchie e istituti religiosi di Roma. Di questi, oltre 70 saranno in piazza domani insieme a Papa Francesco per presentare la nuova iniziativa, supportata anche da Act Alliance, una rete di 145 agenzie cristiane di tutto il mondo. L’obiettivo lo spiega, in una lettera, il cardinale Luis Antonio Tagle, presidente di Caritas internationalis: «Mettere in contatto le persone con migranti veri. Guardarli negli occhi, ascoltare perché hanno dovuto lasciare le proprie case, come si è svolto il loro viaggio, aiuta a vedere le persone reali dietro a scarni numeri. Questo – prosegue – è un tempo di grande interconnessione, che chiama ciascuno di noi a trovare il modo per rendere il mondo più unito. Spero che la migrazione globale e la situazione dei rifugiati ci conducano ad una esame di coscienza riguardo al nostro sistema di valori».

Nelle parole del cardinale, l’invito a parrocchie, organizzazioni diocesane e nazionali a «unirsi a Papa Francesco in questo stesso giorno nel lancio della campagna globale nei vostri Paesi». Attraverso la campagna, rileva, «speriamo di dissipare la paura e di capire perché così tante persone stanno lasciando le loro case in questo momento storico». Non solo: «Vogliamo anche stimolare le comunità a costruire relazioni con rifugiati e migranti». Rimpiazzando i pregiudizi con la tolleranza, osserva il segretario generale dell’organismo internazionale Michel Roy. «La Caritas – dichiara – sfida l’aumento dell’indifferenza e il rifiuto, che sono una conseguenza della crescita dell’individualismo nelle società che considerano le persone solo come consumatori, deprivandoli della loro umanità profonda. Il mondo – continua – sarà un posto migliore quando i migranti saranno compresi, accolti ed integrati. Non forzati alla schiavitù moderna dai trafficanti, poco protetti da leggi deboli e dalla mancanza di volontà politica e compassione».

26 settembre 2017

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