La famiglia diventi priorità del Paese

Quando sono diventato presidente del Forum delle associazioni familiari, il mio predecessore mi disse una cosa: la Conferenza nazionale della famiglia non viene convocata da ben sette anni. Così, adesso, dopo tanto lavoro e tanto “pressing” sulle istituzioni, i prossimi 28 e 29 settembre ci ritroveremo a Roma per la terza Conferenza nazionale della famiglia. Cosa ci aspettiamo allora da questa Conferenza? Sono quasi vent’anni che presto il mio servizio per la famiglia in Italia. Prima con le Acli, poi come presidente del Forum Lazio e come assessore alla Famiglia e alla scuola di Roma, oggi come presidente nazionale. In questo lungo periodo ho sentito fare le tantissime analisi relative alle difficoltà delle famiglie italiane. Abbiamo sezionato, studiato e sviscerato i problemi e le cause del calo dei matrimoni, dell’aumento delle separazioni, del crollo demografico. A livello teorico, diciamocelo, siamo preparatissimi. Anche l’Istat, ormai, fa uscire i suoi bollettini di guerra con più frequenza rispetto al passato ottenendo solamente il commento allarmato di rito dal politico di turno.

Ecco, come prima cosa io mi aspetto finalmente un po’ di sintesi. Le analisi le conosciamo. Sono anni che non facciamo altro. Questo è il tempo delle decisioni politiche, del fare fronte comune contro un nemico che, ancora non ce ne rendiamo conto, sta distruggendo il Paese. Per questo auspico che si evitino le polemiche strumentali. Che non la si butti sull’ideologia, che si vada oltre lo schema delle contrapposizioni inutili e sterili perché, oggi, sarebbe fornire un alibi a chi non vuole fare niente per trovare soluzioni concrete.

Litigare significa non voler dare risposte a Francesco e Rita così come alle centinaia di giovani che mi hanno scritto e che mi scrivono ogni giorno, che vorrebbero sposarsi e fare un figlio ma che non hanno una casa e un lavoro fisso e sono angosciati perché non riescono a realizzare i loro sogni familiari. Noi proveremo ad essere, quindi, concreti. Non a caso abbiamo insistito per convocare la Conferenza prima della Legge di stabilità. Siamo convinti che sia più importante una Conferenza organizzata peggio ma capace di dare un segnale alla Legge di stabilità, piuttosto che un happening perfetto ma irrilevante politicamente. Porteremo come sempre avanti il “Fattore famiglia” che, mai come oggi, sembra essere una soluzione reale ai problemi del Paese. Il successo o meno della Conferenza sarà determinato dalla nostra capacità di porre il tema “famiglia” al centro del dibattito del Paese. Che se ne parli, e che prendano una posizione il premier Paolo Gentiloni, i ministri della Repubblica, i parlamentari, i media e gli attori sociali del Paese sarà già un successo, visto il silenzio degli ultimi sette anni.

Aspettiamo, poi, la Legge di stabilità per vedere se – come detto – un primo segnale sarà già visibile in questo scorcio di anno. Tuttavia quello che ci preme è fare in modo che il prossimo Governo, vinca chi vinca, metta tra le sue assolute priorità le sollecitazioni che arriveranno da questa terza Conferenza nazionale della famiglia. Se nei prossimi due/tre anni non ci sarà nulla di tutto questo, allora avremo tutti fallito. (Gianluigi De Palo, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari)

25 settembre 2017

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