La sanatoria di Equitalia: la domanda entro il 31 marzo

I soggetti che ne possono beneficiare, quali debiti godranno del condono, le scadenze. Ecco come presentare la richiesta

Il decreto fiscale di fine anno ha previsto una grande agevolazione per chi è alle prese con le cartelle esattoriali, cioè la possibilità per qualsiasi contribuente (persona fisica, società, ecc.) di definire in via agevolata le somme iscritte a ruolo e affidate ad Equitalia per la riscossione nel periodo compreso tra l’anno 2000 e fino al 2016 (ivi inclusi gli avvisi di accertamento esecutivi). La definizione delle cartelle potrà avvenire tramite il pagamento in unica soluzione o in un massimo di 5 rate entro il 30 settembre 2018 con la possibilità di pagare solo la somma iscritta a ruolo a titolo di imposta e le spese di notifica, senza corresponsione di sanzioni, né degli interessi di mora. Si tratta quindi di una grande opportunità per mettersi in regola con il Fisco. Vediamo cosa fare per poter fruire degli sconti sanzioni e interessi sulle cartelle emesse da Equitalia come previsto dal Decreto Legge 193/2016.

I soggetti che ne possono beneficiare. Il decreto stabilisce che i soggetti beneficiari della rottamazione delle cartelle Equitalia con lo sconto delle sanzioni e degli interessi sono: debitori i cui ruoli sono stati iscritti nel periodo compreso tra il 3 gennaio 2000 ed il 31 dicembre 2016; debitori che abbiano chiesto una dilazione di pagamento a condizione che abbiano versato le rate dovute dal 1° ottobre 2016 al 31 dicembre 2016; debitori decaduti dalla rateazione prima del 1° ottobre 2016.

Quali debiti godranno del condono. La rottamazione o condono Equitalia sulle cartelle esattoriali riguarderà tutti i debiti erariali, senza distinzione di ente impositore. Ricordiamo che la rottamazione delle cartelle Equitalia prevede uno sconto sulle sanzioni dovute sulle somme e sugli interessi di mora, ma costringerà comunque i debitori a pagare gli altri importi. Nello specifico, sono in ogni caso dovuti, oltre alla somma di base: gli interessi da ritardata iscrizione al ruolo; le somme maturate a titolo di aggio, da calcolare però solo sul capitale e sugli interessi; le spese per le procedure esecutive; le spese di notifica della cartella. Sono espressamente escluse le seguenti fattispecie: risorse comunitarie come dazi e accise; l’Iva all’importazione; le somme percepite per aiuti di Stato; i crediti da condanna della Corte dei Conti; le sanzioni pecuniarie di natura penale e quelle per violazione del Codice della Strada.

Come presentare la domanda. La volontà di usufruire della definizione delle cartelle, deve essere espressa dal contribuente quindi attraverso la compilazione del modulo DA1, reperibile sul sito internet di Equitalia, da presentare o inviare tramite pec (posta elettronica certificata) alla sede dell’ente di riscossione territorialmente competente entro il 31 marzo 2017. Alla domanda va allegata una copia del documento di riconoscimento. Il soggetto richiedente il condono dovrà specificare nella domanda se desidera, a seconda delle proprie esigenze, estinguere il debito a rate o in unica soluzione.

Le nuove scadenze. Le somme dovute a Equitalia possono essere pagate in cinque rate, e non più solo quattro, tra il 2017 e il 2018. Ricordiamo che i versamenti delle rate, tuttavia, dovranno coprire il 70% dell’importo totale nel 2017 e solo il 30% nel 2018. Nello specifico: la prima rata (luglio 2017) dovrà coprire il 24% della somma; la seconda rata (settembre 2017) dovrà coprire il 23% del dovuto; la terza rata (novembre 2017) dovrà coprire il 23% del dovuto; la quarta rata (aprile 2018) interesserà il 15% del dovuto; la quinta rata (settembre 2018) dovrà coprire infine il restante 15% della somma. Queste scadenze e i tempi indicati sono fondamentali: il ritardo nella presentazione della domanda di adesione o del pagamento di una rata comporta l’automatica uscita dalla procedura agevolata (senza possibilità di ravvedimento).

10 gennaio 2017

equitaliasanatoria