No allo spreco con “Un pasto al giorno”

Sabato 23 e domenica 24 settembre, in venticinque piazze del Lazio, torna “Un pasto al giorno”, campagna di solidarietà promossa dalla Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23) che, con tre parole chiave, «solidarietà, responsabilità e dignità», vuole mettere in luce le situazioni di malnutrizione e ingiustizia che ancora oggi affliggono milioni di persone in tutto il mondo. L’iniziativa è nata nel 1985 in occasione dell’inaugurazione del primo centro nutrizionale all’estero, precisamente a Ndola, in Zambia, e nel 2016 ha garantito sette milioni e mezzo di pasti. La Comunità Papa Giovanni XXIII, fondata nel 1968 da don Oreste Benzi – di cui quest’anno ricorre il decennale della scomparsa – ha sostenuto progetti in quaranta Paesi, grazie alle donazioni raccolte, garantito il necessario ai centri nutrizionali in Africa, Asia, Sud America, sostenuto cinque Capanne di Betlemme per l’accoglienza di persone senza fissa dimora a Bologna, Rimini, Milano, Forlì e Chieti e due mense di strada a Torino e a Roma, che tutto l’anno aiutano più di 200 persone. Attraverso altri 317 centri distribuiti sull’intero territorio italiano offre ogni anno accoglienza, e soprattutto il calore di una famiglia, a oltre 3.800 persone: bambini soli o che non possono restare con i loro genitori, anche con gravissime disabilità, anziani, ragazze vittime di sfruttamento sessuale, senza fissa dimora.

Quest’anno saranno oltre tremila i volontari dislocati in mille piazze italiane per garantire un pasto a chi soffre la fame e, in cambio di un’offerta libera, distribuiranno «#iosprecozero», un libro che in 60 pagine racchiude idee, spunti e consigli per combattere gli sprechi. Stampato su carta riciclata al 100%, il volume, suddiviso in capitoli, analizza cinque argomenti: gli sprechi alimentari, energetici, di oggetti, di tempo, di vita. «Ogni volta che sprechiamo – si legge nell’introduzione – mandiamo in malora un bel po’ del futuro di tutti». Non aspira ad essere un manuale né un vademecum, ma un compagno utile a chi, giorno dopo giorno, vuole restituire il giusto valore alle cose della vita. Come ha sostenuto lo stesso Papa Francesco nell’enciclica Laudato si’, «è ora di cambiare profondamente i nostri stili di vita, a tutti i livelli, partendo dai modelli di produzione fino ad arrivare alle modalità di consumo».

Giovanni Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, presentando la nuova edizione di “Un pasto al giorno” ha ribadito che «è anche attraverso il cibo che si realizza la dignità dell’uomo. Quello al cibo è uno dei diritti umani fondamentali, ma non basta affermare e riconoscere solo questo, occorre garantire anche il diritto all’istruzione, ad un lavoro, e anche quello ad avere una famiglia e degli affetti stabili. L’eccedenza, la facilità di “buttar via” che vediamo spesso nel nostro mondo ricco, sono sinonimo di indifferenza e insensibilità, gli stessi atteggiamenti che portano all’emarginazione di tante persone lasciate sole ad affrontare i problemi e le difficoltà della vita. Il sostegno che invochiamo è molto concreto: chiediamo aiuto per far sì che i bambini che arrivano ogni giorno nei nostri centri nutrizionali in Africa, i senza dimora che incontriamo ogni sera in tutta Italia, in Russia, in Grecia o in Sudamerica, le persone in difficoltà che ogni giorno siedono alla nostra tavola, almeno loro che hanno volti, nomi e storie, possano avere un pasto caldo e un po’ di affetto ogni giorno».

18 settembre 2017

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