Oroscopi e predizioni del futuro, messaggi ingannevoli e senza speranza

In un mondo iper tecnologico, la superstizione si riaffaccia prepotente, proponendo una visione “magica” in cui tutto è già scritto da forze cosmiche, inaccessibili e lontane. Come le stelle

Il desiderio umano di svelare i misteri del futuro è antichissimo e le tante “arti” divinatorie sono presenti sin dagli albori della storia. Inizialmente l’uomo ha cercato di comprendere eventi naturali e atmosferici peculiari quali eclissi, fulmini, alluvioni, eruzioni, terremoti e via dicendo, interpretandoli quali messaggi degli dei rivolti all’umanità o a singole persone dotate del “dono” della veggenza. Gli antichi provavano così a razionalizzare tali avvenimenti altrimenti impossibili da spiegare con il bagaglio di conoscenze del tempo. Con il proseguire dei secoli, sono progredite anche le tecniche divinatorie che sono state suddivise in numerose branche: dall’aruspicina, l’esame delle viscere degli animali ben nota agli Etruschi, al volo degli uccelli in cui eccellevano gli auguri romani; dalla chiromanzia, vale a dire l’interpretazione di parti del corpo come le mani, alla “oniromanzia”, o “chiave dei sogni”, già in auge tra i Sumeri e di cui abbiamo numerosi esempi anche nella Bibbia.

Di certo la più nota, e tutt’ora più praticata, è l’astrologia. Questa pseudo-scienza, già presente al tempo dei babilonesi e poi ulteriormente approfondita dai popoli successivi, in primis greci, egizi e romani, per molto tempo venne considerata inscindibile dall’astronomia. Il termine deriva dal greco astron “astro” e logos, “scienza” e, dallo studio del movimento degli astri, gli indovini ritenevano di poter determinare il destino dell’uomo. Furono gli astrologi greci a fondare l’astrologia, come la conosciamo oggi, basata sullo studio dello zodiaco. Lo zodiaco (dal greco “zōdiakos”, parola composta da “zòon”, “essere vivente” e “òdos”, “percorso”) è una fascia della volta celeste che si estende all’incirca per 8 gradi da entrambi i lati dell’eclittica (il percorso del sole nel suo moto annuo) e che comprende anche i percorsi della luna e dei pianeti. Prima di venire adottato nell’astrologia, riprendeva il simbolismo della ruota che indicava ciclicamente il trascorrere del tempo visibile in natura (come il moto delle stelle durante l’anno solare e il ricorrere delle stagioni). Nella concezione degli astrologi lo zodiaco consentirebbe di analizzare l’effetto che la posizione del sole e il movimento degli altri pianeti producono sulla vita dell’uomo; ciò avverrebbe attraverso corrispondenze precise tra corpi celesti, segni zodiacali, metalli, minerali, numeri, colori, parti del corpo umano…

Ognuno dei dieci corpi celesti (Sole, Luna, Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno, Plutone) corrisponderebbe, infatti, ad uno dei segni zodiacali. Questi ultimi sono 12 e derivano quasi tutti dai nomi che i babilonesi attribuirono alle diverse porzioni di cielo, ognuna ampia circa 30 gradi ed associata ad un simbolo particolare derivato dalla forma che quella particolare costellazione osservata ispirava agli astrologi del tempo. Lo zodiaco venne poi ripreso e perfezionato dai greci che lo costituirono così come oggi lo conosciamo: dall’ariete (il primo segno che copre il periodo dal 21 marzo al 20 aprile), passando per toro, gemelli, cancro, leone, vergine, bilancia, scorpione, sagittario, capricorno, acquario, fino all’ultimo, i pesci, dal 21 febbraio al 20 marzo. Il carattere della persona, nonché le sue capacità, gli interessi, le prospettive future in amore, salute, ricchezza e lavoro dipenderebbero in modo meccanicista dal segno zodiacale e dall’influsso degli altri pianeti in transito in quel periodo. È per questo che, aprendo un qualsivoglia giornale (a volte anche di ispirazione cristiana) è facile imbattersi in frasi del tipo: “I nati sotto il segno della Vergine sono molto altruisti e coscienziosi, con un livello di intelligenza al di sopra della norma ed un discreto gusto artistico; devono imparare a moderare il loro senso critico altrimenti l’intera esistenza può risultarne alterata”. Oppure esternazioni sull’andamento della giornata come “l’influsso positivo della luna porta ventate di buon umore nelle famiglie dei segni dell’ariete; Venere in toro inonda di amore e serenità i rapporti sentimentali del capricorno; Saturno in scorpione suggerisce ai nati nel segno del leone di farsi da parte e non sfidare i gemelli, poiché loro sono più forti”.

A una lettura superficiale, frasi come quelle sopra riportate potrebbero generare qualche sorriso ed essere sottovalutate. Eppure sono milioni gli italiani che consultano fedelmente l’oroscopo sul giornale o in televisione. È anzi una rubrica così seguita da essere onnipresente in buona parte delle pubblicazioni, dai quotidiani nazionali alle riviste patinate, dai settimanali economici ai, purtroppo, fumetti per bambini. Proprio questi ultimi, particolarmente influenzabili, sono bombardati da costanti messaggi esoterici camuffati da un linguaggio apparentemente innocente. Magie, streghette, incantesimi, predizioni, lettura della mano e delle carte, vere e proprie fatture, astrologia, spiritismo e quant’altro, sono pubblicizzati e subdolamente insegnati a bambini e preadolescenti attraverso giornaletti e programmi televisivi studiati ad hoc. Il risultato, alquanto inquietante, è quello di avere masse di ragazzini che talvolta non conoscono il nome dei sacramenti ma che conoscono a memoria tutti i segni zodiacali.

Il problema astrologia potrebbe sembrare secondario in un mondo iper-tecnologico come quello contemporaneo. Invece, paradossalmente, la superstizione, scacciata dalla porta grazie a secoli di cristianesimo, è rientrata prepotentemente dalla finestra a causa di una società vissuta da molti individui come troppo secolarizzata e materialista. Quante persone, infatti, orientano più o meno consapevolmente le proprie scelte quotidiane, in ogni ambito sia privato che relazionale, sulle indicazioni dell’oroscopo del giorno? In tanti sono persuasi della veridicità o verosimiglianza di tali “profezie”; benché non esistano spiegazioni razionali, in molti ci credono arrivando poi a consultare maghi e cartomanti nella speranza di poter cambiare o quanto meno conoscere in anticipo il proprio destino. È l’annullamento dell’esistenza di un Dio misericordioso che scrive e riscrive le nostre storie e ci ha pensati come creature uniche nonché liberi artefici della nostra vita molto prima che nascessimo… La visione magica è, al contrario, una visione fatalista dove tutto è già scritto e preordinato da forze cosmiche disumane e inaccessibili verso le quali l’uomo, minuscola creatura smarrita nell’universo, ha solo due possibilità: cercare di modificare il proprio destino con ogni mezzo compresa la divinazione, o abbassare la testa alla volontà cieca di divinità fredde con le quali non c’è relazione e così tanto distanti quanto le stelle.

13 giugno 2014