Terremoto in Messico, al via la raccolta fondi di Caritas italiana

All’indomani del terremoto che ha devastato il Messico ieri, martedì 19 settembre, Caritas italiana rinnova vicinanza e solidarietà alla Chiesa e Caritas messicane. In collegamento con la rete internazionale sta predisponendo interventi e risposte concrete ai bisogni più urgenti, inserendosi nel piano complessivo di emergenza, in continuità con la collaborazione già attivata nel terremoto del 1985. Particolarmente colpito il centro-sud del Paese, in particolare Morelos, Puebla, Tlaxcala, Guerrero, Oaxaca e Città del Messico, dove è crollata anche una scuola, uccidendo bambini e insegnanti. Numerose anche le chiese andate distrutte nel territorio dell’arcidiocesi di Città del Messico, a partire dalla cattedrale, dal cui esterno si sono staccati alcuni frontoni e statue mentre all’interno è caduta e si è spezzata la statua del Señor del Cacao, molto venerata dai fedeli.

È possibile sostenere gli interventi di Caritas italiana utilizzando il conto corrente postale n. 347013, direttamente on line sul sito www.caritas.it o tramite bonifico bancario, indicando come causale “Terremoto Messico”. In tutte le zone colpite intanto sta portando aiuto la Caritas messicana, con sede centrale proprio a Città del Messico, da dove l’arcivescovo, il cardinale Norberto Rivera Carrera, manifesta in una nota diffusa oggi «profondo dolore e costernazione per la perdita di vite umane a causa del terribile terremoto che colpito Città del Messico, gli Stati di Puebla e di Morelos». Il porporato esprime «consolazione ai familiari che hanno perduto i propri cari» e invita «alla solidarietà tutte le persone di buona volontà, al fine di portare soccorso a coloro che hanno bisogno di aiuto e sono stati colpiti». Nelle sue parole anche l’appello «alle parrocchie delle zone colpite, ai religiosi, alle religiose, ai fedeli laici di collaborare con le autorità civili al fine di portare soccorso alle persone colpite, dando così testimonianza di carità cristiana». Anche nella diocesi di Cuernavaca, nello Stato di Morelos, sono stati accertati finora 54 morti e si contano 20 chiese, case ed edifici distrutti, secondo quanto riferito alla Caritas messicana dal vescovo Ramón Castro.

Migliaia intanto i giovani universitari messicani che si sono immediatamente attivati per prestare aiuto nei soccorsi. Una solidarietà enorme, al punto che l’Università autonoma del Messico ha subito convocato via social i giovani allo Stadio universitario, organizzando bus speciali, quindi ha momentaneamente bloccato ulteriori disponibilità: «Le località che hanno bisogno di aiuto – si legge nel tweet diffuso – hanno già gruppi di volontari a sufficienza. A tutti coloro che vogliono aiutare chiediamo di aspettare nuove indicazioni. Per il momento non si rechino allo Stadio Olimpico universitario».

Attivato nella verifica dei bisogni più urgenti anche lo staff di Save the Children, che esprime «seria preoccupazione» per le decine di bambini che si trovavano all’interno di una struttura scolastica nel centro di Città del Messico quando questa è collassata: si tratta di una delle due scuole crollate con l’evento sismico. Migliaia le famiglie che hanno perso la propria casa e si trovano attualmente nei rifugi. La coordinatrice dei programmi di Save the Children in Messico Hanna Monsivais ha raccontato di essersi trovata in strada con centinaia di altre persone che offrivano supporto e assistenza ai vicini. «Le persone hanno mostrato un’enorme solidarietà. I volontari stanno portando acqua, cibo, vestiti e maschere, per poter aiutare le autorità a rimuovere detriti e pietre dal momento che ci sono ancora persone intrappolate sotto agli edifici – ha riferito -. È incredibile ciò che le persone stanno facendo per dare supporto. In molti si trovano ancora in uno stato di shock». Secondo la coordinatrice di Save the Children interi isolati sono stati transennati e molti edifici non sono accessibili a causa dei danni subiti, l’energia elettrica ancora non è tornata in molte aree e le comunicazioni sono limitate. La conclusione è amara: «Il bilancio delle vittime salirà».

Anche il direttore delle operazioni di Save the Children in Messico Jorge Vidal si trovava all’interno dell’edificio dove stava lavorando al momento della scossa. «I nostri pensieri vanno alle migliaia di famiglie colpite da questo orribile disastro – le sue parole -. I bambini sono spesso i più vulnerabili in emergenze come questa e siamo particolarmente preoccupati perché le scuole della regione erano aperte al momento della scossa e piene di studenti».

20 settembre 2017

caritas italiananorberto rivera carrerasave the childrenterremoto messico