martedì 30 maggio 2017
Anteas, al via la fase finale del progetto “Antenne sociali”
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Anteas, al via la fase finale del progetto “Antenne sociali”

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La campagna contro disagio e solitudini si chiude con 18 momenti di incontro. L’evento nazionale a Roma il 21 giugno. «Vogliamo creare una rete diffusa»

Avviati nei giorni scorsi in Veneto i 18 momenti di incontro per la restituzione dei risultati in altrettanti territori con i quali si chiude il progetto “Antenne sociali” promosso da Anteas, Associazione nazionale tutte le età attive per la solidarietà, in collaborazione con Fitus (Federazione italiana per il turismo sociale), con il supporto delle Anteas regionali e dei livelli di maggiore prossimità, corrispondenti a un territorio più circoscritto, come paese, cittadina, quartiere. L’obiettivo: generare esperienze di cittadinanza attiva contro il disagio e le solitudini. «Pensiamo che una comunità non possa restare a guardare senza riuscire a vedere tante persone e famiglie che in quanto sole finiscono per essere invisibili agli occhi di tutti», dice Sofia Rosso, presidente nazionale di Anteas, spiegando il significato di “Antenne sociali” giunto alla fase finale. Gli incontri proseguiranno fino al 19 giugno: tappa finale a Guspini, in Sardegna. L’evento nazionale di chiusura invece è in programma a Roma il 21 giugno.

«Insieme possiamo sperimentare nuove possibilità per fronteggiare vecchi e nuovi rischi sociali connessi alle solitudini, di anziani, di famiglie fragili e anche di giovani che si rinchiudono nelle loro case – prosegue la presidente -. Costruire “Antenne sociali” capaci di intercettare le solitudini e le fragilità sociali è una grande sfida per costruire una alternativa credibile e sostenibile. Vogliamo realizzare una rete diffusa tra tutti i soggetti della comunità: dagli operatori sociali del comune ai commercianti, dalle parrocchie alle associazioni di volontariato, dalle persone singole a quelle che fanno parte delle associazioni, dalle imprese al sindacato». Antenne sociali fa«“crescere le capacità di captare i segnali delle fragilità» e «stimola a lavorare sulla qualità delle relazioni con i soggetti più fragili, offrendo loro ascolto attivo, oltre che, concrete prestazioni di servizio», favorendo al tempo stesso «un lavoro di rete più strutturato e continuativo, chiamando in causa soggetti già presenti in un dato territorio per sperimentare insieme protocolli di azione comune».

Per informazioni: www.anteasnazionale.it.

15 maggio 2017