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Anver, da 25 anni al servizio delle famiglie

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La onlus è una cooperativa socio-sanitaria ed educativa con la vocazione all’accoglienza. Un progetto nato nel 1993 con il sostegno di don Andrea Santoro

Era il 19 maggio del 1993 quando alcuni giovani professionisti in ambito sanitario decisero di dare vita alla cooperativa sociale Anver onlus. Un passo importante, maturato dopo alcuni anni di rodaggio in un territorio come Verderocca, che, come tanti altri quartieri della Capitale, aveva vissuto un incredibile sviluppo a partire dai primi anni ‘80. Il progetto subì un decisivo impulso anche grazie al sostegno di un giovane parroco, don Andrea Santoro, che aveva ricevuto dal cardinale Poletti l’arduo compito di guidare la comunità Gesù di Nazareth con una chiesa in costruzione in un quartiere tutto in divenire. Così i soci fondatori, in gran parte donne, decisero di unire le forze per dare corpo a un sogno e fornire un servizio non solo al quartiere ma a tutta la città.

Prese vita l’Anver (acronimo di Animazione Verderocca), cooperativa socio–sanitaria ed educativa con la vocazione all’accoglienza. Un percorso ispirato dai principi della dottrina sociale della Chiesa, dove al centro c’era, e continua ad esserci, la cura della persona nella sua globalità, ma soprattutto la famiglia con i suoi bisogni. «Il nostro obiettivo era quello di creare un luogo dove tutte le persone si sentissero bene e dove non ci fossero distinzioni sociali o culturali», racconta Mariacristina Vanzetto, direttore sanitario del poliambulatorio e presidente di Anver onlus. «Un ambulatorio aperto a tutti, dove ognuno potesse avere lo stesso servizio con la stessa modalità di un ambulatorio privato e dove al centro ci fosse sempre l’individuo con le sue necessità, che va accolto ed ascoltato».

Da allora sono passati 25 anni e il poliambulatorio Anver è sempre rimasto in via del Forte Tiburtino 110, con una media di 5mila prestazioni annue, un team di oltre 20 medici e un totale di oltre 15mila pazienti curati dal 1993 a oggi. Inoltre sono attivi da anni un servizio di sportello psicologico dedicato agli adolescenti, cresciuto nel tempo grazie alla collaborazione con alcuni istituti scolastici, ma anche percorsi formativi promossi in collaborazione con diverse realtà del territorio e le parrocchie della XII prefettura. Sono solo alcune cifre dell’attività dell’ambulatorio, «modello sostenibile – dicono ancora i responsabili -, che ha saputo coniugare sanità e impresa sociale in questi venticinque anni e che prosegue nella sua vocazione iniziale di accoglienza, cura e formazione». Per festeggiare una ricorrenza così importante, la direzione della onlus ha pianificato in quest’anno alcuni eventi che si svolgeranno nel quartiere, ma anche la partecipazione a manifestazioni come la Settimana della famiglia in programma a inizio ottobre, promossa dal Centro diocesano per la pastorale familiare. (Francesca Baldini)

24 luglio 2017