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Arcimboldo a Palazzo Barberini

In mostra 20 capolavori dell’artista milanese, disegni acquerellati e di erbari, frutta e animali, e oggetti provenienti dalle Wunderkammen imperiali

A Palazzo Barberini, in linea con le nuove scelte espositive, volte a guidare l’osservatore verso una fruizione moderna di opere antiche, in mostra 20 capolavori di Arcimboldo (Milano 1526 -1593), disegni acquerellati e di erbari, frutta e animali, e oggetti provenienti dalle Wunderkammen (stanze delle meraviglie) imperiali (Milano 1526 -1593).

Le bizzarrie e le pitture ridicole di questo pittore, filosofo e poeta, non cessano di generare stupore, sorpresa e curiosità, in chi le osserva e si diverte a coglierne l’essenza e particolarità, avvicinandosi ad allontanandosi da esse. La stessa curiosità, che animava il secolo XVI, in special modo la città di Milano, vivace centro culturale e luogo di formazione ideale di Arcimboldo che, con le sue combinazioni alchemiche di osservazione oggettiva della realtà e fantasia, è considerato l’antesignano del dadaismo e surrealismo del ventesimo secolo.

La sua tecnica compositiva – la sostituzione di tratti del volto con altri oggetti – è mutuata su una tradizione che prende le mosse dall’arte antica e dalle miniature persiane, passando per l’India dell’impero Moghul, per arrivare al Giappone, ed interessare persino artifici letterari del Vecchio Testamento. La tecnica artistica di comporre ritratti con un’accozzaglia di cose, riunite senza senso, in realtà nasconde un’osservazione minuziosa della realtà, in un contesto culturale di promozione degli studi di scienze naturali, con cui Arcimboldo gioca, offrendo all’osservatore – come scrisse Roland Barthes – una sequenza di indovinelli visivi e mentali. E così erbari, frutta, animali e oggetti, concorrono alla definizione del significato, avvolto, secondo intenzione dell’artista, da un alone di mistero che, simboli e codici non riescono a decodificare. Oggetti che si intrecciano e sovrappongono, gareggiando nell’accentuare l’impatto visivo complessivo dell’opera.

La popolarità di queste combinazioni accompagna il visitatore nel percorso della mostra, articolata in sei sezioni. Dall’Autoritratto cartaceo e dalle influenze del Leonardo (il primo ad indagare sulla fisionomia umana) di Milano – città in cui si producevano oggetti di lusso in cristalli di rocca e marmi vari, orologi etc., destinati ai collezionisti europei – si procede con il periodo in cui l’artista lavora presso la corte asburgica di Vienna e Praga, periodo in cui è in dialogo con altri artisti; per passare poi agli studi naturalistici, con le teste reversibili che prefigurano il genere di nature morte che Caravaggio ritrae nella “Canestra”, e infine alle pitture “ridicole”.

Il tema delle pitture ridicole è ripetuto anche in opposizione alla severità culturale del Manierismo. Arcimboldo, maestro impareggiabile d’ironia, è perfetto interprete di questo genere, in quanto alcuni ritratti burleschi riproducono attività e mestieri in modo satirico. Come ad esempio “Il giurista” che tra le carte reca anche con i capponi di portati da Renzo all’Azzeccagarbugli di manzoniana memoria e “Il bibliotecario” che è simpaticamente ricoperto da libri e pesanti volumi. In mostra le attese personificazioni delle Stagioni in dialogo con i quattro Elementi (acqua, aria, terra e fuoco).

Arcimboldo c/o Gallerie Nazionali di Arte Antica- Palazzo Barberini, via delle Quattro fontane 13. Fino al l’11/02/18. Curatore: S. Ferino-Pagden. Catalogo: Skira. Orari: dal martedì alla domenica ore 9:00-19:00. Biglietti: Intero 15€ e Ridotto 13€ (audio guida inclusa). Con il biglietto ingresso del museo (Intero 12€ e Ridotto 6€) ingresso mostra ridotto a 10€, informazioni. Tel. 06.4824184

 

10 novembre 2017