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Azzardo, Baretta: «L’intesa in Conferenza unificata è punto di partenza»

Il sottosegretario all’Economia: «Lasciare alla responsabilità di Regioni e Comuni la scelta di dove debbano operare i punti gioco rimanenti, dopo il dimezzamento previsto»

L’intesa con la Conferenza unificata è un «punto di partenza e non di approdo di una nuova strategia di riforma» del gioco d’azzardo. In un messaggio inviato ai partecipanti della presentazione del libro “Lose for life“, edito da Altreconomia e realizzato da Avviso pubblico, tenutasi ieri pomeriggio, 21 settembre, in Senato, il sottosegretario all’Economia e alle Finanze Pier Paolo Baretta rassicura gli enti locali. «La tutela della salute e della sicurezza pubblica e il contrasto all’illegalità sono da oggi un obiettivo generale del Paese, che segna un’inversione di tendenza – scrive nel messaggio il sottosegretario -. Ripartiamo da un accordo che fornisce un quadro nazionale unico, che rispetta le autonomie locali, che contribuisce a ridurre l’offerta, che tutela i cittadini, facendo propria quella sensibilità sociale nata nel mondo dell’associazionismo e della società civile». Secondo Baretta, «per troppi anni, mossi dalla giusta esigenza di combattere l’illegale, alla fine si era davvero esagerato con la diffusione del gioco legale – spiega -. Per questo, abbiamo fatto nostra la richiesta di riduzione dell’offerta, inserendo nella manovra correttiva di aprile il taglio del 35 per cento le slot machine, che passeranno da oltre 400mila a 265mila, entro aprile 2018. A ciò si aggiunge il dimezzamento, in tre anni, dei punti gioco, dagli attuali 98mila a circa 50mila».

Ma dove e come opererà nel territorio questa ridotta offerta di gioco pubblico? Baretta risponde così: «Ho deciso di accogliere la proposta del mondo dell’associazionismo di lasciare alla piena responsabilità delle Regioni e dei Comuni la scelta di decidere dove debbano operare i punti gioco rimanenti, dopo il dimezzamento previsto – spiega il testo -. L’accordo prevede, inoltre, l’introduzione della tessera sanitaria per giocare e l’accesso selettivo ai punti di gioco per la tutela dei minori, la riduzione da 500 a 100 euro, la immissione nelle Vlt; il richiamo alle previsioni contenute nel documento redatto dall’Osservatorio per il contrasto del gioco patologico del ministero della Salute, l’innalzamento dei sistemi di controllo, il costante monitoraggio dell’applicazione della riforma, anche attraverso una banca dati sull’andamento del volume di gioco e sulla sua distribuzione nel territorio, alla quale possono accedere i Comuni». Secondo Baretta «sicuramente non è tutto, e non è ancora abbastanza. Ma mi preme riportare l’attenzione su un punto. Una linea proibizionista non fa sparire del tutto il gioco, al massimo lo nasconde. Non è questo lo scopo del lavoro che è stato chiesto dal Parlamento al governo. Combattere la ludopatia, contrastare il gioco illegale, limitare e controllare quello legale, qualificarlo e regolamentarlo, è il mandato che abbiamo avuto».

22 settembre 2017