giovedì 27 luglio 2017
Bambino Gesù: ok alla produzione di farmaci sperimentali per terapie geniche

Bambino Gesù: ok alla produzione di farmaci sperimentali per terapie geniche

Condividi

Otto locali asettici destinato alla produzione e al rilascio di nuove terapie avanzate in ambito clinico, per combattere malattie che al momento non hanno una cura certa. È l’Officina farmaceutica dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, che ha ricevuto dall’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) l’autorizzazione alla produzione di medicinali sperimentali per terapie geniche. I farmaci biologici prodotti saranno utilizzati nei prossimi mesi in sperimentazioni cliniche sia nazionali che internazionali.

L’autorizzazione, spiegano dall’ospedale, è stata rilasciata in seguito alla visita ispettiva dello scorso gennaio. Durante l’ispezione è stato verificato che la struttura e il suo Sistema di qualità fossero coerenti con la normativa di riferimento (Good Manufacturing Practice). Questa autorizzazione amplia e completa la precedente, che riguardava solamente prodotti di terapia cellulare non soggetti a manipolazione genica. Attraverso quest’ultimo approccio sarà possibile, in concreto, incrementare sempre di più l’armamentario terapeutico più innovativo e sofisticato, disponibile presso l’ospedale della Santa Sede.

Il principale ambito di applicazione di queste terapie avanzate è quello onco-ematologico. Grazie a questo riconoscimento, il Bambino Gesù potrà attivare trattamenti con linfociti geneticamente modificati attraverso un recettore, chiamato recettore chimerico antigenico, in grado di reindirizzarne l’azione selettivamente sul bersaglio tumorale. Di questa innovazione biotecnologica beneficeranno i bambini ricoverati presso la struttura ma anche altri pazienti, compresi quelli adulti. «Si tratta di un risultato importante – dichiara Bruno Dallapiccola, direttore scientifico del Bambino Gesù – perché corona un impegno e un significativo investimento dell’Ospedale teso ad offrire ai pazienti terapie innovative e cure personalizzate, in un’ottica di medicina di precisione».

17 luglio 2017