L'informazione della Diocesi di Roma

Biotestamento, approvato l’emendamento: divieto all’accanimento terapeutico

Prevista anche la possibilità, in presenza di sofferenze refrattarie ai trattamenti sanitari, di ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua

Prevista anche la possibilità, in presenza di sofferenze refrattarie ai trattamenti sanitari, di ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua

Divieto di accanimento terapeutico in caso di malattia terminale. E possibilità, in presenza di sofferenze refrattarie ai trattamenti sanitari, di ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua, in associazione con la terapia del dolore, con il consenso del paziente. È quanto prevede un emendamento del presidente della commissione Affari sociali Mario Marazziti, approvato dall’aula della Camera. Il Movimento 5 stelle, con un emendamento a firma Matteo Mantero, sostenuto da Mdp e Psi, ha chiesto che la sedazione palliativa continua profonda potesse avvenire anche presso il domicilio del paziente. La proposta è stata respinta per 74 voti di differenza.

L’emendamento Marazziti reca il titolo “Terapia del dolore, divieto di ostinazione irragionevole delle cure e dignità della fase finale della vita” e introduce un articolo aggiuntivo ai sei articoli della legge sul testamento biologico. Questo il testo: «Il medico, avvalendosi di mezzi appropriati allo stato del paziente, deve adoperarsi per alleviarne le sofferenze, anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario indicato dal medico. A tal fine, è sempre garantita un’appropriata terapia del dolore con il coinvolgimento del medico di medicina generale e l’erogazione delle cure palliative. Nel caso di paziente con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte, il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure e dal ricorso a trattamenti inutili e sproporzionati. In presenza di sofferenze refrattarie ai trattamenti sanitari, il medico può ricorrere alla sedazione palliativa profonda continua in associazione con la terapia del dolore, con il consenso del paziente. Il ricorso alla sedazione palliativa profonda continua o il rifiuto della stessa sono motivati e sono annotati nella cartella clinica e nel fascicolo sanitario elettronico».

19 aprile 2017