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Blitz al Centro Baobab, prelevati 24 ospiti

Nelle prime ore del mattino, circa 50 poliziotti hanno fatto irruzione nella struttura di via Cupa. Allontanati i migranti non in regola con i documenti

Nelle prime ore del mattino, circa 50 poliziotti hanno fatto irruzione nella struttura di via Cupa. Allontanati i migranti non in regola con i documenti

Questa mattina, martedì 24 novembre, alle 6.30 la polizia ha fatto irruzione presso il centro di accoglienza autogestito Baobab, in via Cupa, chiuso dopo il coinvolgimento in Mafia Capitale e riaperto quest’estate grazie all’impegno dei volontari. Sono 24 gli immigrati prelevati dalle forze dell’ordine, due di loro sono minori non accompagnati, attualmente sotto il controllo del Consiglio italiano per i rifugiati e accolti in un altro centro. «Stanno bene. Hanno solo 16 e 17 anni, erano molto spaventati, ma hanno permesso a un nostro volontario di accompagnarli», racconta Giacomo, uno dei volontari di Baobab. Le persone che si occupavano di tenere il centro in attività sapevano che sarebbe potuto accadere. «La scorsa settimana – riferisce Viola, un’altra volontaria – abbiamo avuto un incontro al comune con Stefano Giulioli», il direttore del dipartimento delle Politiche sociali. «Ci è stato detto che ci sgombereranno prima di Natale – continua Viola -. Non sapevamo esattamente quando sarebbero arrivati, ma quando stamattina sono entrati in assetto antisommossa, circa 50 poliziotti, pensavamo che fosse uno sgombero». Le forze dell’ordine hanno perquisito la struttura con i cani poliziotto, «ma non hanno trovato nulla – tiene a precisare Viola -. Le persone fermate sono state portate via per irregolarità nei documenti». La struttura attualmente è ancora in attività, anche se poche ore dopo il blitz non c’era più nessuno di chi aveva passato la notte al dormitorio di via Cupa.

L’operazione rientra nei controlli antiterrorismo stabiliti in previsione del Giubileo, ma non avrebbe altra motivazione se non la cautela. I ragazzi che si occupano del centro non hanno mai riscontrato nessun particolare pericolo. Gli immigrati accolti erano meno di un centinaio nonostante la disponibilità di 180 posti letto, provenivano soprattutto dall’Eritrea e dal Nord Africa, e la maggior parte di loro si trovava nella Capitale solo di passaggio, in attesa di spostarsi all’estero. Da questa estate, si calcola che dal Baobab siano passate circa 35mila persone immigrate irregolarmente, ma da allora la polizia non se ne era mai occupata, nonostante non ci fosse mai stata alcuna procedura di identificazione degli ospiti. «Riteniamo che l’irruzione di stamattina sia dovuta al particolare clima internazionale e all’intensificarsi dei controlli e nello specifico qui in attesa del Giubileo. Che le persone che passavano da qui non avessero una situazione particolarmente regolare era noto già da tempo», spiega Davide, anche lui volontario.

Il numero di ospiti, dall’emergenza di quest’estate, è molto calato; in questi mesi dal centro sono passati anche siriani, ma è difficile dirlo con esattezza: «Noi abbiamo operato a prescindere dal fatto che le persone potessero esibire i loro documenti. L’identificazione non è un nostro compito. Identificare per legge spetta alla polizia, è un problema istituzionale se queste persone arrivano a Roma senza che nessuno le abbia mai identificate – continua Davide -. Con la difficoltà di non avere finanziamenti, abbiamo fatto il possibile per dare un’accoglienza quanto più dignitosa possibile». Presto, ammettono i volontari, potrebbero esserci altre operazioni, e il centro che ha aiutato migliaia di persone rischia essere definitivamente chiuso.

24 novembre 2015