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Caldo in città: Sant’Egidio ed Enel accanto agli anziani

Con una rete di prossimità che coinvolge vicini, negozianti e portieri ci si propone il contrasto all’isolamento sociale: morti dimezzate in estate

Con una rete di prossimità che coinvolge vicini, negozianti e portieri ci si propone il contrasto all’isolamento sociale: morti dimezzate in estate 

Sofia ha i capelli biondi freschi di messa in piega e indossa un abito a fiori colorati. Sorride, mentre parla. «Noi abbiamo gli stessi problemi delle persone che sentiamo al telefono. Una signora una volta mi ha detto “Sa, ma io ho 81 anni…”. Le ho risposto: “E io ne ho 84!”». Ne dimostra oltre dieci di meno. Merito del suo impegno come volontaria per il progetto portato avanti da tredici anni dalla Comunità di Sant’Egidio, inizialmente con le Asl e adesso con il sostegno di Enel Cuore onlus, prima chiamato “W gli anziani!” e di recente ribattezzato “Una città per gli anziani, una città per tutti”.

Il programma si propone il contrasto dell’isolamento sociale delle persone avanti con gli anni, e lo fa attraverso un monitoraggio attivo fatto di telefonate e di una rete di prossimità che coinvolge vicini, negozianti, portieri. Soprattutto in periodi critici come quello estivo. «Di fronte al caldo di questi giorni e alle ondate di calore che si preannunciano per questa estate lanciamo un appello a tutti gli italiani: non lasciamo soli gli anziani. Accorgiamoci di loro nei quartieri delle nostre città. Suoniamo il campanello di un nostro vicino: una visita può salvare la vita».

È un richiamo alla generosità di tutti quello di Marco Impagliazzo, presidente di Sant’Egidio, che martedì, in conferenza stampa, ha illustrato i risultati del programma nato nel 2004 per rispondere alla situazione drammatica che si era verificata nell’estate del 2003, quando, per un’eccezionale ondata di calore, morirono in Europa migliaia di anziani. «L’emergenza – ha spiegato Impagliazzo – si affronta come si deve solo se si è preparati. La scelta è stata quella di monitorare la popolazione ultraottantenne di alcuni rioni del centro storico di Roma in collegamento con le Asl locali».

«Questa rete di protezione, che funziona con visite regolari, sensibilizzazione del vicinato, ma anche semplici telefonate per verificare le condizioni di vita e di salute degli anziani, ha portato negli anni a ottimi risultati. In particolate, nell’estate 2015, quando si è verificata una nuova e prolungata ondata di calore, si è potuto calcolare che, mentre a livello nazionale si è registrato un aumento del 60 per cento dei decessi tra la popolazione anziana, nelle zone coperte dal progetto la percentuale si è arrestata al 30 per cento, vale a dire una mortalità dimezzata». Per questo Impagliazzo lancia un secondo appello, diretto alle istituzioni: «Diffondete il programma a livello nazionale».

In Italia le persone anziane che vivono sole sono 3,8 milioni; addirittura, nella popolazione con più di 85 anni, oltre la metà (52,2 %) abita da sola. Ma attualmente il progetto di Sant’Egidio ed Enel Cuore è attivo in sette città: Roma, Genova, Napoli, Novara, Catania, Ferentino e Amatrice, dopo il terremoto. Altre sette (Mestre–Venezia, Livorno, Civitavecchia, Campello sul Clitunno, Reggio Calabria, Sassari e la zona del Sulcis in Sardegna) si stanno aggiungendo. Inoltre stanno prendendo piede esperimenti di cohousing, cioè convivenza per alcuni anziani che altrimenti sarebbero stati destinati alla istituzionalizzazione. «Sono ormai 45 mila – ha spiegato il consigliere di Enel Cuore Andrea Valcalda – gli anziani raggiunti in un impegno che coinvolge circa 500 persone tra volontari e persone assunte, 34, per monitorare la popolazione».

Questi ultimi sono in gran parte immigrati, che in questo modo svolgono un lavoro al servizio delle persone che favorisce anche la loro integrazione. «Occorre – aggiunge Valcalda – mettere in rete le nostre società: essere anziani non è una vergogna, ma un’opportunità». Tanto che un buon numero di volontari è costituito dagli stessi anziani. Come Sofia, appunto, quel «fattore in più», la definisce Impagliazzo, che rende il programma un successo. «Il nostro è un lavoro complesso ma bellissimo – commenta la signora –. Telefonando salviamo la nostra vita e quella di tanti».

 

 

28 giugno 2017