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Capi delle Chiese: «Su Gerusalemme situazione oscura»

I Patriarchi e Capi delle Chiese di Terra Santa riaffermano la comune posizione «a favore dello Status Quo della Città Santa fino a quando un accordo non sarà stato raggiunto»

Ogni pretesa di esercitare un possesso esclusivo su Gerusalemme aprirà la strada a una «situazione oscura», perché contraddice l’essenza e le caratteristiche della Città Santa, e «calpesta il meccanismo stesso che ha custodito la pace attraverso le epoche». Lo hanno ribadito 13 Patriarchi e Capi di Chiese e comunità cristiane presenti in Terra Santa, nel messaggio comune diffuso in vista del prossimo Natale. I Patriarchi e Capi delle Chiese di Terra Santa, con implicito riferimento alle decisioni prese di recente dall’Amministrazione Usa in merito a Gerusalemme, riaffermano la comune posizione «a favore dello Status Quo della Città Santa, fino a quando un giusto accordo di pace non sarà stato raggiunto tra israeliani e palestinesi, sulla base dei negoziati e delle leggi internazionali».

I cristiani della Terra Santa – si
legge nel testo, pervenuto all’Agenzia Fides – sanno che la loro presenza e testimonianza «è strettamente connessa con i Luoghi Santi a con la loro accessibilità», che rende la città un potenziale luogo d’incontro e unità tra «persone di fedi differenti». Per questo «ogni approccio esclusivista nei confronti di Gerusalemme contraddice l’essenza e le caratteristiche della Città, e calpesta il meccanismo stesso che ha custodito la pace attraverso le epoche. Gerusalemme – aggiungono i Capi cristiani di Terra Santa – è un dono sacro. Un tabernacolo. Una terra santificata per il mondo intero. Tentare di possedere la Città Santa di Gerusalemme, o confinarla entro termini di esclusivismo, condurrà a una situazione molto oscura».

Domenica 17 dicembre, presso il sito del battesimo di Gesù, Re Abdallah II di Giordania – che domani, martedì 19 dicembre, sarà ricevuto in Vaticano da Papa Francesco – ha incontrato i Capi delle Chiese e comunità cristiane presenti in Terra Santa in occasione degli auguri per le imminenti festività natalizie. In tale occasione – riferiscono le fonti ufficiali del Patriarcato latino di Gerusalemme – i rappresentanti delle Chiese di Terra Santa hanno espresso gratitudine a Re Abdallah per il sostegno da lui ricevuto nello sforzo di custodire le proprietà ecclesiali intorno ai Luoghi Santi. Il Re di Giordania ha ribadito che i diritti di cristiani e musulmani su Gerusalemme sono “eterni”, e ha rivendicato per la dinastia Hascemita il ruolo di “protezione” dei Luoghi Santi cristiani e musulmani della Città Santa.

Anche in occasione di quell’incontro,
i rappresentanti autorevoli di Chiese e comunità cristiane hanno ribadito la propria contrarietà alla decisione degli Stati Uniti di riconoscere Gerusalemme come capitale di Israele, e hanno chiesto al Re di Giordania di difendere anche a nome delle Chiese il profilo e lo status giuridico della Città Santa anche nei contatti con le Cancellerie degli altri Paesi, oltre che presso le organizzazioni internazionali come l’Onu e l’Unesco. All’incontro con Re Abdallah erano presenti, tra gli altri, il Vescovo luterano Munib Younan, il Patriarca greco ortodosso di Gerusalemme Theophilos III, il Custode di Terrasanta p. Francesco Patton ofm e l’Arcivescovo Pierbattista Pizzaballa, Amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme.

Quest’ultimo, nel suo intervento indirizzato al Re di Giordania, ha ribadito la condivisa deplorazione per le dichiarazioni che puntano a cambiare il «fragile equilibrio» in Terra Santa e che «non aiutano il processo di pace, ma anzi approfondiscono ulteriormente la già radicata sfiducia tra israeliani e palestinesi». L’Arcivescovo Pizzaballa ha ripetuto che le «decisioni unilaterali» su Gerusalemme «non porteranno la pace, ma la renderanno ancora più lontana», perché «Gerusalemme è un patrimonio di tutta l’umanità» e «ogni rivendicazione esclusiva – sia politica che religiosa – è contraria alla logica stessa della Città». L’Amministratore apostolico del Patriarcato latino ha anche avuto parole di apprezzamento per il ruolo di «custode dei Luoghi Santi di Gerusalemme e delle comunità che vivono e esprimono se stesse in quei luoghi», rivendicato dal monarca hascemita.

18 dicembre 2017