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Cardinale Montenegro su Trump: «Proclami su muri fuori dalla realtà»

Il presidente di Caritas italiana nei confronti del presidente eletto Usa: «Cavalcare la paura è più facile che cavalcare la solidarietà»

Il presidente di Caritas italiana nei confronti del presidente eletto Usa: «Cavalcare la paura è più facile che cavalcare la solidarietà» 

«Cavalcare la paura è più facile che cavalcare la solidarietà. La paura fa chiudere gli occhi e alzare i muri, pensando che in questa maniera ci si difenda. Ma basta sfogliare la storia: quale muro ha retto per tanto tempo? Li abbiamo tutti abbattuti per costruirne altri destinati ad essere abbattuti». Così il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente di Caritas italiana, commenta oggi, 14 novembre, ai giornalisti, a margine dell’incontro “Per un’Europa no exit”, la dichiarazione del neo presidente degli Stati Uniti Donald Trump di voler costruire un muro tra Messico e Usa.

«Se fosse vero che i muri salverebbero certe situazioni allora mi chiedo: cosa significa oggi parlare di globalizzazione quando io la blocco con i muri?», si chiede: «È facile lanciare dei grandi proclami ma bisogna vedere se nell’operatività di ogni giorno quei proclami possono andare avanti con realizzazioni di ostruzione. Globalizzare è aprire. Non riesco a coprire la contraddizione: “apro chiudendo”».

A proposito dell’annuncio di
Trump di voler cacciare almeno 3 milioni di immigrati irregolari il card. Montenegro osserva: «Ma li metterà tutti in fila e li conterà uno per uno? Per le leggi fisiche se io sposto una realtà da una parte all’altra questa realtà  deve sboccare altrove e il problema non lo risolvo ma lo tampono solamente. O si dovrà svuotare l’America di milioni di irregolari? Mi sembra strano come con tanta facilità si costruisca un muro di migliaia di chilometri, come un’altra muraglia cinese, ma questa meno artistica».

Ciò che più preoccupa il presidente di Caritas italiana è «il clima culturale che si crea», anche in Europa e in Italia: «È facile gridare proclami ma ricordiamo che con i soldi che gli immigrati versano all’Inps paghiamo 640mila pensioni. Quando si dice “cacciamoli” io dico “va bene, però cacciamo anche la badanti, le suore straniere che tengono i nostri anziani, i preti africani nelle parrocchie”. Mandiamo tutti via e vediamo come tornano i conti. Non posso dire caccio uno e lascio l’altro perché mi è utile». «L’Europa sta rischiando – conclude -. L’immigrazione ci ha obbligato a guardarci in faccia e ci ha messo con le spalle al muro. Dovremo fare delle scelte sulle quali si leggerà quale il futuro come società e come Chiesa».

 

14 novembre 2016