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Caritas, il linguaggio del cinema per parlare di Medio Oriente

Il 14 ottobre al Roma Scout Center il film “Uomini di Dio” apre una serie di focus per analizzare il dialogo e le relazioni tra religioni in contesti di guerra

Il 14 ottobre al Roma Scout Center il film “Uomini di Dio” apre una serie di focus per analizzare il dialogo e le relazioni tra religioni in contesti di guerra

Film e dibattiti per riflettere sulla convivenza tra religioni in contesti dominati dall’estremismo. Ritorna venerdì 14 ottobre l’iniziativa della Caritas diocesana “Parliamoci un film”. Il Roma Scout Center ospiterà, alle 18,30, la proiezione di “Uomini di Dio” di Xavier Beauvois, ispirato alla tragedia di Tibhirine in cui sette monaci francesi di un monastero algerino furono rapiti dal Gruppo Islamico Armato e poi assassinati. Subito dopo se ne parlerà con Mirella Susini, che ha curato alcune pubblicazioni sulla storia dei monaci di Tibhirine.

Un solo appuntamento, quest’anno, per l’iniziativa della Caritas romana che inaugura una serie di focus sul Medioriente. L’obiettivo è quello di analizzare il dialogo e le relazioni tra religioni in contesti di guerra. A differenza degli anni passati, quando gli incontri erano basati su analisi e approfondimenti culturali e politici, quest’anno protagoniste saranno le testimonianze. Racconti di uomini e donne che vivono situazioni difficili di dialogo in Medioriente, partendo dagli spunti emersi dal film. E dalla Caritas spiegano il perché della scelta di “Uomini di Dio”: «Il film testimonia il reale impegno dei monaci e la forza del messaggio di pace che desideravano attestare restando in mezzo ai loro fratelli musulmani – spiega Oliviero Bettinelli, responsabile dell’Area Educazione alla pace e alla mondialità -: la possibilità di trovare un comune terreno di fraternità e spiritualità tra cristianità e islam».

4 ottobre