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Charlie Gard, è il giorno del verdetto

Si attende per il 13 luglio la sentenza dell’Alta Corte britannica. I genitori devono portare le prove sulla validità delle terapie all’estero

Si attende per il 13 luglio la sentenza dell’Alta Corte britannica. I genitori devono portare le prove sulla validità delle terapie, solo dopo il trasferimento all’estero

«La vita va difesa, va favorita, va aiutata fino in fondo, quindi siamo profondamente alleati di questi genitori». Si è espresso così, durante un’intervista a Tv2000, il presidente della Cei Gualtiero Bassetti commentando la vicenda del piccolo Charlie Gard. «Io dico – ha aggiunto il cardinale Bassetti – ma come non ascoltare il grido di due genitori che invocano in fondo ogni mezzo per salvare la vita del loro figlio? E grazie a Dio c’è stato un ascolto di questo grido, non solo da parte della Chiesa, ma anche di tanta parte dell’opinione pubblica. Nessuno ha il diritto di intervenire finché ci sono delle condizioni di vita, quindi finché c’è una possibilità di vita umana».

Charlie e i suoi genitori attendono per oggi, 13 luglio, una nuova udienza all’Alta Corte britannica. Il giudice Nicholas Francis ha deciso, nei giorni scorsi, un rinvio per stabilire se far spegnere o no il respiratore artificiale che tiene in vita il bimbo affetto da una malattia rara considerata inguaribile dai medici inglesi. C’è tempo fino alle 15 (ora italiana) per portare prove più che convincenti sulla validità delle nuove terapie e decidere il trasferimento all’estero. «Siamo andati molto vicino a perderlo in due occasioni – ha detto la madre di Charlie – io spero solo in un altro miracolo e che abbia questa possibilità per vivere. Viviamo nella massima incertezza ma rimaniamo forti. Speriamo di andare avanti».

«Noi chiediamo solo la possibilità di tentare: se non funzionasse, saremo sereni nel lasciarlo andare. Vivere con il dubbio di non aver tentato tutto il possibile per noi sarebbe insostenibile», dice Connie Yates, la mamma del piccolo in un memoriale esclusivo sul settimanale Oggi. «I medici italiani – dice la donna – ci hanno offerto una nuova speranza per Charlie e noi vogliamo percorrere ogni strada».

Continua, intanto, a rimanere alta l’attenzione anche in Italia. Due giorni fa, il Consiglio regionale del Lazio ha approvato una mozione che impegna la Regione a sollecitare il Governo affinché adotti tutte le opportune e tempestive iniziative per salvare la vita del piccolo Charlie.

 

13 luglio 2017