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Charlie Gard: il giudice chiede ulteriori pareri

I coniugi Gard: «Grazie ai medici Usa e italiani per l’aiuto. Continuiamo a combattere». L’appello di monsignor Galantino: «Dare ascolto ai genitori»

I coniugi Gard: «Grazie ai medici Usa e italiani per l’aiuto. Continuiamo a combattere». L’appello di monsignor Galantino: «Bisogna dare ascolto ai genitori» 

Davanti al giudice della High Court di Londra, Chris Gard e Connie Yates hanno dichiarato di voler continuare «a trascorrere ogni momento, lavorando tutto il giorno, per salvare il nostro Charlie. Abbiamo richiesto una speciale cura da novembre. Abbiamo raccolto oltre 1,3 milioni di sterline e abbiamo ricevuto inviti da medici specializzati in Usa e Italia. Ci hanno offerto le loro cure all’avanguardia e sono fiduciosi di poter aiutare Charlie. Continueremo a seguire il caso per cercare una cura per Charlie con medici specializzati. Amiamo Charlie più della nostra stessa vita. Se sta ancora combattendo allora stiamo combattendo anche noi».

Nella seduta pomeridiana di giovedì 13 luglio, il giudice Justice Francis ha ascoltato anche il parere di un neurologo statunitense in merito alle possibilità di cura per il bambino con la terapia dei nucleosidi. Il parere del neurologo, che si è confrontato con medici spagnoli e italiani, si basa su sintesi di referti ricevuti da Londra. L’interrogatorio è stato a lungo incentrato attorno al dubbio se il piccolo abbia o meno subito danno cerebrale, cosa che sarebbe irreversibile; mentre una disfunzione cerebrale potrebbe essere curabile e le capacità cognitive del piccolo migliorare con la terapia.

Sospendendo l’udienza, il giudice,
che ha affermato «inevitabile» il fatto di «non riuscire ad arrivare a una decisione domani (14 luglio n.d.r.)», ha invitato gli avvocati a «trovare il maggior consenso» e «comprensione» possibili delle opinioni altrui. Le parti sono inviate anche a «organizzare un incontro interdisciplinare» tra medici nei prossimi giorni. Dal Senato, dopo aver appreso le notizie di Londra, il segretario generale della Cei, Nunzio Galantino, ha lanciato l’appello: «Bisogna dare ascolto ai genitori».

«A me ha colpito molto – ha rivelato ai
giornalisti – l’appello della mamma che ha chiesto al giudice cosa avrebbe fatto se fosse stato suo figlio. Nella nostra società – ha fatto notare il vescovo mentre l’Alta Corte inglese stava nuovamente prendendo in considerazione il caso del piccolo Charlie – invochiamo la volontà dei genitori quando questo conviene a un certo tipo di cultura, li ignoriamo quando vanno in una direzione culturale opposta».

14 luglio 2017