L'informazione della Diocesi di Roma

Chikungunya, Morrone: «Aumentare la prevenzione»

Per il professore del San Gallicano basterebbe ripulire i tombini dall'acqua stagnante per evitare la diffusione della malattia. Diventano 27 i casi di contagio

Sono 27 i casi di Chikungunya nel Lazio notificati al Seresmi (Servizio regionale di sorveglianza malattie infettive) dall’inizio dell’epidemia. Dalla Regione Lazio spiegano che si tratta di residenti o di persone che hanno soggiornato nel comune di Anzio.

Il professor Aldo Morrone, direttore del dipartimento di Dermatologia clinica e tropicale dell’ospedale San Gallicano di Roma, ricorda che la febbre Chikungunya non è una novità in Italia e assicura che non è grave, ma è stata studiata e circoscritta «da valenti ricercatori italiani» e l’epidemia si potrebbe bloccare con una giusta prevenzione.

Si tratta quindi di una malattia «ubiquitaria» che nel 2007, nel ravennate, coinvolse più di 250 persone. Diversi casi sono stati registrati in Francia a fine agosto e lo scorso anno in America ci sono stati 350 mila casi sospetti e 150 mila confermati. È una malattia che non provoca la morte e per Morrone, esperto in malattie tropicali, molte persone potrebbero aver contratto il virus senza saperlo. «I sintomi – spiega – sono comuni a tante infezioni e malattie, soprattutto all’influenza. Ritengo che se tutti quelli che hanno febbre, dolori articolari, vomito, si facessero controllare, scopriremmo molti più casi. Provoca forti dolori alle ossa, infatti Chikungunya significa “ciò che contorce”, ma si guarisce in una settimana».

Il virus viene trasmesso dalla puntura della zanzara tigre, presente in Italia già dagli anni ’90, arrivata in Europa dall’oriente in seguito alle importazioni di merci e lo spostamento di persone. «L’insetto è presente in tutta Italia – aggiunge Morrone – e di conseguenza è facile che si diffonda il virus perché le malattie non vengono bloccate alle frontiere. C’è poca prevenzione, basterebbe, per esempio, ripulire i tombini ogni dieci giorni, invece diventano luoghi di raccolta dell’acqua piovana. Manca inoltre una campagna informativa contro le zanzare. Le persone dovrebbero sapere che il rischio di esporsi a punture di insetti potrebbe essere contrastato in diversi modi».

In merito al blocco delle donazioni di sangue ordinato per il territorio di competenza della Asl Rm2, Morrone spiega che si tratta di «pura sicurezza» e rassicura che «oggi ci sono controlli rigidissimi anche grazie alla tecnologia e all’attento lavoro di tanti professionisti». Per fronteggiare una eventuale carenza di sangue nel Lazio è scattata una gara di solidarietà in tutta Italia e ben 849 unità sono già state messe a disposizione.

Come hanno spiegato dal Centro Nazionale
Sangue le sacche provengono da Calabria, Molise, Emilia Romagna, Sicilia, Liguria, Lombardia, Marche, Provincia Autonoma di Trento, Veneto e Toscana. Le altre regioni si stanno organizzando anche con raccolte straordinarie.

 

15 settembre 2017