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Cittadinanza, fiaccolata contro la «vergognosa rinuncia della politica»

Sit-in a Montecitorio, a pochi giorni dallo scadere della legislatura che presumibilmente vedrà arenarsi il ddl che avrebbe introdotto ius soli temperato e dello ius culturae. La notizia della calendarizzazione

Una fiaccolata davanti al Parlamento per denunciare «la vergognosa rinuncia della politica a portare a termine una riforma necessaria» ma anche per «tenera accesa la luce sui diritti dei minori che nascono in Italia da genitori stranieri». È questo l’obiettivo del sit-in organizzato ieri pomeriggio, 20 dicembre, a piazza Montecitorio da “Italiani senza cittadinanza” e “L’Italia sono anch’io”, a pochi giorni dallo scadere della legislatura che presumibilmente vedrà arenarsi il ddl di riforma della legge 91/92 che avrebbe introdotto in Italia il principio dello Ius soli temperato e dello Ius culturae.

Il colpo di scena. A fine giornata è arrivata però la notizia della calendarizzazione in Aula del ddl, dopo la legge di Bilancio. Una novità che lascia aperto uno spiraglio, anche se sono in tanti a non credere che si arrivi realmente al conseguimento di un esito positivo. E lo stesso capogruppo del Pd al Senato Luigi Zanda si è augurato che il Governo voglia mettere la fiducia sul ddl di riforma, dubitando però sul fatto che ci sia una maggioranza. Intanto in piazza si continua a chiedere a gran voce l’approvazione della legge.

Il sit-in. «Questa legislatura si sta chiudendo senza una riforma che da tempo chiedevamo. È una vergogna – sottolinea Filippo Miraglia, vicepresidente di Arci nazionale e portavoce de L’Italia sono anch’io -. Ci sembra impensabile che una scelta intelligente e coraggiosa non venga portata a termine perché chi aveva la responsabilità di farlo ha deciso di non farlo. Questo lede i diritti di tanti ragazzi e consegna definitivamente il Paese alla destra. Noi non ci arrendiamo, torneremo in piazza anche durante la campagna elettorale per ribadire questi principi».

A portare sostegno ai ragazzi in piazza anche il senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti umani al Senato, che ha annunciato lo sciopero della fame in sostegno alla legge sullo Ius soli. «Questo per me è un atto politico. Resterò in sciopero della fame se il mio corpo me lo consentirà fino all’ultima ora, fino all’ultimo minuto in cui sarà possibile discutere la legge. Che è una necessità, dobbiamo dirlo. Il tempo c’è e va utilizzato tutto». Fra gli altri parlamentari presenti alla fiaccolata, anche Walter Tocci e Filippo Civati. Al sit-in erano presenti anche alcuni ragazzi nati in Italia da genitori immigrati, come Fioralba: «Ho 27 anni, sono nata qui ma non sono riconosciuta dallo Stato come sua figlia – ha detto tra le lacrime -. Vedo qui tante fiamme, non perché sia finita ma per dire che basta una sola seduta ad approvare una legge che nei fatti è già realtà».

«Io vengo da Napoli, dal rione Sanità, e credo che se continueremo a creare periferie, a tenere le persone ai margini, in questo Paese continueranno a crescere rabbia e rancore – ha detto il missionario comboniano Alex Zanotelli -. Sono qui per sostenere questi ragazzi e per ricordare ai parlamentari che non fare questa legge vuol dire non tener conto dei diritti di un milione di persone. Credo che il cuore del problema sia solo un tornaconto elettorale, la paura è quella di prestare il fianco alla destra, ma credo anche che in parlamento ci siano persone intelligenti, in grado di capire che rinunciare a questa riforma è un grave errore».

21 dicembre 2017