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Come affrontare in classe una crisi epilettica

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I medici del Bambino Gesù incontrano gli insegnanti il prossimo 13 febbraio, in occasione della giornata mondiale per l’epilessia. In un video il tutorial 

Sono i bambini i più colpiti dall’epilessia. Nei due terzi dei casi la malattia si manifesta prima della pubertà. Il 30% di tutte le epilessie è resistente ai farmaci: di queste solo il 10-15% può essere trattata con la chirurgia. In questo caso, prima si interviene più alta è la possibilità di guarigione. Evidenze scientifiche dimostrano come educare la scuola alla gestione di questi pazienti ne migliori l’inserimento, l’accesso al diritto allo studio e, soprattutto, ne eviti le ospedalizzazioni inappropriate. Per questo i medici del Bambino Gesù incontreranno, il 13 febbraio prossimo, gli operatori scolastici per insegnare loro come gestire una crisi convulsiva in classe.

Più di 50 gli istituti scolastici invitati. Lo scorso anno si registrò la presenza di più di 100 insegnanti. Video tutorial realizzati per l’occasione, esempi pratici, strumenti tecnici e tanta teoria, come la somministrazione di farmaci in caso di crisi, saranno i temi portanti de “La scuola non ha paura delle crisi” (Auditorium della sede di Roma – San Paolo Fuori le Mura, viale Baldelli 38, due incontri, uno alle ore 10.30 e l’altro alle 15).

«Le persone affette da epilessia ancora oggi sono vittime di pregiudizi e limitazioni in vari ambiti della loro esistenza» sottolinea il professor Federico Vigevano, direttore del Dipartimento di neuroscienze e neuroriabilitazione del Bambino Gesù «Esclusi i casi particolarmente complessi e invalidanti, ciascuno di loro può invece vivere una vita regolare nella società, a scuola, a lavoro, nel tempo libero. E’ per questo motivo che discriminazione ed emarginazione vanno combattute con ogni iniziativa di informazione, formazione e sensibilizzazione possibile».

All’ospedale Pediatrico Bambino Gesù «ogni anno vengono effettuati oltre 600 ricoveri per epilessia – si legge in una nota -, pari a circa il 60% delle attività dell’unità Operativa Complessa di Neurologia. 2500 le giornate di Day Hospital e 1700 le visite ambulatoriali. Dal 2010 ad oggi sono stati eseguiti più di 130 interventi chirurgici con una percentuale di successo pari al 70%. Vale a dire che 7 bambini su 10 sono guariti completamente. Quanto più l’intervento è precoce, tanto più alta è la possibilità che la malattia scompaia del tutto. Al Bambino Gesù infine è possibile accedere alle terapie alternative, quali la dieta chetogena, nonché partecipare alle sperimentazioni cliniche con farmaci ancora non in commercio».

 

10 febbraio 2017