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Commemorato l’eccidio delle Fosse Ardeatine

Presenti il capo dello Stato, i presidenti di Senato e Camera, presidente della Regione. Assente, per la prima volta, il sindaco di Roma

Presenti il capo dello Stato, i presidenti di Senato e Camera, presidente della Regione. Assente, per la prima volta, il sindaco di Roma 

Nel settantunesimo anniversario del più grave episodio di repressione avvenuto a Roma nel corso della seconda guerra mondiale, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato la strage nazifascista delle Fosse Ardeatine. Alla cerimonia erano presenti anche i presidenti del Senato Pietro Grasso e della Camera Laura Boldrini, e il ministro della Difesa Roberta Pinotti. C’era anche il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e il vicesindaco di Roma Luca Bergamo in rappresentanza del Campidoglio.

Si è fatta notare l’assenza del sindaco Virginia Raggi, impegnata a sciare tra le montagne trentine con il figlio. L’eccidio delle Fosse Ardeatine fu il massacro di 335 civili e militari italiani, fucilati a Roma il 24 marzo 1944 dalle truppe di occupazione tedesche come rappresaglia per l’attentato partigiano compiuto da membri dei Gap romani contro truppe germaniche in transito in via Rasella. L’attentato causò, sul posto e nelle ore successive, la morte di 33 soldati del reggimento “Bozen” appartenente alla Ordnungspolizei dell’esercito tedesco, reclutato in Alto Adige.

Per la sua efferatezza, l’alto numero di vittime e per le tragiche circostanze che portarono al suo compimento, esso divenne l’evento-simbolo della durezza dell’occupazione tedesca di Roma. Le “Fosse Ardeatine”, antiche cave di pozzolana nei pressi della via Ardeatina, scelte come luogo dell’esecuzione e per occultare i cadaveri degli uccisi, nel dopoguerra sono state trasformate in un sacrario-monumento nazionale.

24 marzo 2017