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“Concerto 6.0” con Nino D’Angelo

Intervista al cantautore napoletano che festeggia i suoi 60 anni con una lunga tournée. A Roma si esibirà all’Auditorium Conciliazione il prossimo 21 ottobre

Sessant’anni, quaranta di carriera, divisa tra musica, cinema e teatro, una tournée in giro per l’Europa, una voce e una storia che non sono solo il simbolo di una città, ma di un’intera generazione, cresciuta e innamoratasi negli anni Ottanti con i successi del “caschetto biondo” più famoso d’Italia.

È Nino D’Angelo, che dopo aver cantato lo scorso giugno al San Paolo di Napoli, per festeggiare il compleanno tondo, sotto la “sua” curva B, ora sta portando il suo “Concerto 6.0” in varie tappe, tra cui l’Auditorium della Conciliazione dove arriverà il prossimo 21 ottobre.

Chi associa Nino D’Angelo solo ai vicoli
di “San Pietro a Patierno”, dove ha trascorso la sua infanzia difficile, o alle sceneggiate accanto a Mario Merola, o si ferma al clamoroso successo degli anni ’80, con canzoni come “’Nu jeans e ‘na maglietta”, che hanno varcato velocemente i confini della Campania (addirittura nel 1986, in una conferenza stampa a Roma Miles Davis rivelò di essere rimasto “scioccato da questo artista italiano… e che “avrebbe potuto suonare la sua musica”), consentendogli di diventare anche protagonista di numerosi film-musicarelli che incassavano e facevano vendere milioni di dischi (cifre oggi inavvicinabili), senza contare il mercato illegale (che purtroppo nasceva proprio a casa sua!), forse non ha seguito la sua evoluzione artistica.

Negli anni il nostro Nino, da simbolo
del neo melodico osannato dai fans e ignorato dalla critica, ha avuto il coraggio di reinventarsi e diventare cantautore di denuncia, alla sua maniera, fino a conquistarsi anche il David di Donatello per la musica di “Tano da morire” di Roberta Torre. Passato a un genere vicino alla World Music, con brani “Senza giacca e cravatta”, “Jammo ja”, “Jesce Sole”, oggi è coinvolto in varie iniziative sociali, ed è direttore artistico del teatro Trianon a Forcella.

Ed ora i suoi concerti sono una festa annunciata
. Oltre alle hit degli anni ’80 (“Nu jeans e na maglietta”, “Maledetto treno”, “Sotto ‘e stelle”) e degli anni ’90 (“Mentecuore”, “Nun te pozzo perdere”, “Carezza luntana”) ritroviamo le canzoni della svolta etnica e, sullo sfondo, le immagini della “festa di compleanno” vera e propria, celebrata a Napoli. Il “Concerto 6.0” fa parte di un progetto che proseguirà nei mesi a seguire, culminando presto in un triplo cd che conterrà il dvd dello show tenuto al San Paolo; un disco di inediti, e uno con i maggiori “insuccessi di Nino D’Angelo”, tutti da riscoprire. Sul filo della memoria anche la nostra chiacchierata con lui.

Festeggi 60 anni, 40 di carriera, e si può dire che tutto iniziato nella parrocchia di San Benedetto a Casoria…
Effettivamente sì. Come tutti i miei coetanei, frequentavo l’Azione Cattolica in parrocchia e organizzavamo recite e spettacoli. Mi scoprì Padre Raffaello, un frate cappuccino, che sceglieva i più bravi e via via cominciai ad esibirmi più spesso e in varie parti. Così la mia passione è diventata una cosa seria.

Tu che ricordo hai degli anni Ottanta?
Eh bhe, gli anni più belli della mia vita, ho fatto tutto negli anni Ottanta. Ho scritto i miei primi successi, ma soprattutto sono nati i miei figli, mi sono sposato alla fine del ’79 e ancora oggi sto insieme a mia moglie, siamo cresciuti insieme.

Il vostro matrimonio è un record nel mondo dello spettacolo!

Mi sa di sì. Amo la mia famiglia, anche se non è stato sempre facile andare avanti, nessuno è santo, ma l’amore è la cosa più grande. Dopo tanti anni impari a sopportare di più, se c’è l’amore. Oggi invece, vedo che i giovani si arrendono subito e si separano anche troppo facilmente.

Cosa porti con te in questo “Concerto 6.0”?
Sicuramente porto la festa al San Paolo, è stato bellissimo festeggiare nello stadio che mi ha visto bambino. Un evento bellissimo per il quale la mia famiglia ha insistito molto. Nel concerto c’è una selezione del mio percorso di questi anni. Ho fatto 40, 50 dischi, non ricordo neppure, ma so che è difficile scegliere la scaletta dei concerti. Sul palco sono io con cinque orchestrali e una corista, siamo un gruppo molto affiatato ormai da tanti anni. Per me i concerti sono come un appuntamento fisso, ogni due o tre anni esco sempre in tournée. Mi stupisco sempre del pubblico che mi segue. Chi giudica Nino D’Angelo senza venire ai miei concerti sbaglia, perché dovrebbe venire a vedere che sono pieni di giovani e non mi spiego neanche io il motivo! Per me è un privilegio essere seguito dai giovani.

Come si presenta oggi Nino D’Angelo?
Oggi sono un nonno di tre nipoti, di 10, 3, e quasi 1 anno. Il tempo libero, quando non è occupato dalla musica e dal teatro, lo passo con i miei nipoti. Mi divido tra Napoli, dove lavoro con il teatro Trianon e Roma, dove vengo nel fine settimana.

Roma è la tua città d’adozione ormai…
Mi considero più un’isola di Napoli dentro Roma. A casa mia si parla in dialetto napoletano, ma voglio bene ai romani, e loro mi ricambiano. Ma Napoli è Napoli.

 

13 ottobre 2017