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Da Csi e Federfarma 15 defibrillatori per gruppi sportivi romani

La consegna nella finale del torneo “Memorial Jo Cox”: parlamentari contro giornaliste. Monsignor Manto: lo sport, «modello sano di crescita»

La consegna nella finale del torneo estivo “Memorial Jo Cox”. In campo parlamentari contro giornaliste. Monsignor Manto: lo sport, «modello sano di crescita»

Giocare per vincere ma soprattutto per dare un messaggio e un contributo concreto. È stato questo il vero senso della serata di ieri, 18 luglio, organizzata dal comitato provinciale del Centro sportivo italiano (Csi). Alle 20, nella sede Csi di Lungotevere Flaminio 55, si è giocata la finale del torneo estivo “Memorial Jo Cox”. «A conclusione della stagione associativa – ha spiegato il presidente Daniele Pasquini -, la sfida e la cena sono l’occasione per ringraziare i nostri collaboratori. Oltre al divertimento però c’è anche uno scopo sociale».

Grazie a Federfarma Roma, la federazione dei titolari di farmacia della Capitale e provincia, infatti, sono stati donati quindici defibrillatori a società e gruppi sportivi meritevoli, sia del centro che della periferia romana, da anni impegnati, attraverso lo sport, nell’educazione di bambini e adolescenti. «È un premio per alcune realtà della città, scelte tra centinaia – ha dichiarato Vittorio Contarina, presidente di Federfarma Roma -, che si impegnano quotidianamente nel formare alla vita i nostri ragazzi». Slogan dell’evento: “Lo sport che ha a cuore la vita”, a ribadire la mission di sempre del Csi, incentrata sulla salvaguardia della persona umana, mettendo l’accento sull’obbligo di legge per lo sport dilettantistico di dotarsi di defibrillatori e relativi operatori, intervenuto dall’inizio del mese di luglio.

In campo, rispondendo con entusiasmo all’appello, la nazionale femminile di calcio delle parlamentari, in maglia blu, e la rappresentativa delle giornaliste, casacca rossa e grande voglia di dare il meglio contro le detentrici del titolo di campionesse. «Come sempre, giochiamo per vincere» aveva dichiarato poco prima della gara il loro allenatore Enrico Varriale, noto giornalista e telecronista sportivo. E così è stato: già al termine del primo tempo, le giornaliste erano in vantaggio con due gol e al termine dell’incontro hanno raddoppiato il risultato, guadagnando anche un rigore, concedendo alle avversarie poche occasioni in attacco e un solo tiro in rete.

L’allenatrice delle parlamentari Katia Serra ha accettato serenamente con le sue giocatrici la sconfitta, pur dichiarando con rammarico e una certa ironia: «Nello sport ci si ricorda solo di chi arriva primo». Eppure, al di là della coppa sollevata e delle medaglie al collo delle atlete dilettanti, della serata di sport e d’estate resta in primo piano un messaggio di solidarietà ed educativo, sottolineato anche da monsignor Andrea Manto, direttore del Centro per la pastorale sanitaria del Vicariato: «Il Csi è al fianco di tante famiglie che credono nello sport come veicolo di  trasmissione di valori nonché di salute, del corpo e dello spirito». La competizione e la vittoria sul campo, quindi, come metafore di un obiettivo legato a una sfida più grande: «Quest’anno la diocesi si interroga sul ruolo genitoriale nell’educazione degli adolescenti – ha detto ancora Manto -: credo sia importante evidenziare e riconoscere il contributo che lo sport può dare come modello sano di crescita e di aggregazione».

19 luglio 2017