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Da Francesco un appello a «fare ogni sforzo» contro la tratta

Al termine dell’udienza generale l’invito a «debellare questo crimine vergognoso e intollerabile». La preghiera «per tutti i migranti» e per i rohingya

«Occorre fare ogni sforzo per debellare questo crimine vergognoso e intollerabile». Sono le parole pronunciate da Papa Francesco questa mattina, mercoledì 8 febbraio, al termine dell’udienza generale in Aula Paolo VI, in occasione della Giornata di preghiera e riflessione che si celebra oggi, dedicata quest’anno in particolare a bambini e adolescenti. Dopo i saluti tradizionali nelle varie lingue, il pontefice ha detto: «Incoraggio tutti coloro che in vari modi aiutano i minori schiavizzati e abusati a liberarsi da tale oppressione. Auspico che quanti hanno responsabilità di governo combattano con decisione questa piaga, dando voce ai nostri fratelli più piccoli, umiliati nella loro dignità». Da parte dei fedeli presenti, come risposta, un fragoroso applauso.

Sul tema della tratta Francesco si è soffermato ulteriormente, parlando a braccio, prima di salutare i fedeli di lingua italiana. «Torno alla Giornata di preghiera e di riflessione che si celebra oggi perché oggi è la festa di santa Giuseppina Bakhita – ha spiegato mostrando un’immagine della santa -. Questa ragazza è stata schiavizzata in Africa, sfruttata, umiliata, ma non ha perso la speranza. Portò avanti la fede e finì per arrivare come migrante in Europa, e lì seguì la chiamata del Signore e si fece suora».

Quindi ancora un invito: «Preghiamo per tutti i migranti, i rifugiati, gli sfruttati». In particolare, il pensiero e la pregheira del Papa sono andati ai «nostri fratelli e sorelle rohingya cacciati via dal Myanmar, che vanno da una parte all’altra perché nessuno li vuole. È gente buona, pacifica: sono buoni, sono fratelli e sorelle! È da anni che soffrono: sono stati torturati, uccisi, semplicemente per portare avanti la loro tradizione, la loro fede musulmana». Dal pontefice l’esortazione a «pregare per loro, per i nostri fratelli rohingya» il Padre Nostro, salutata da un applauso dei fedeli. Infine, la preghiera per santa Giuseppina Bakhita, per la quale il Papa ha chiesto «un applauso».

8 febbraio 2017