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Dal Bambino Gesù un’app dedicata ai non udenti

Si chiama E-Lisir e permette la videochiamata via tablet al centro interpreti Lis per la traduzione a distanza nella Lingua dei segni italiana

Si chiama E-Lisir e permette la videochiamata via tablet al centro interpreti Lis per la traduzione a distanza nella Lingua dei segni italiana

Aiutare le persone non udenti a comunicare con medici e operatori. È questa la finalità di E-Lisir, la nuova app presentata questa mattina, martedì 10 maggio, all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù. Il funzionamento è molto semplice: E-Lisir (che sta per Evoluzione Lingua Italiana Segni con Interprete in Rete) consente la videochiamata via tablet al centro interpreti Lis per la traduzione a distanza nella Lingua dei segni italiana. In questo modo, le richieste delle persone sorde che utilizzeranno l’app verranno tradotte in temop reale dagli interpreti del centro, che si occuperanno anche di tradurre in Lis le indicazioni degli operatori di sportello. Servizio di traduzione e tablet sono stati donati alla Fondazione Bambino Gesù da Video Assistenza Mobile e Rotary Club Casal Palocco.

Cinque i punti di accesso E-Lisir all’interno dell’ospedale. Nella sede del Gianicolo ne saranno previsti due: uno presso gli sportelli amministrativi e l’altro nel Pronto Soccorso-Dea, così da garantire ancora più tempestività in caso di pazienti affetti da sordità. Gli altri tre verranno posizionati presso gli sportelli amministrativi nelle sedi di San Paolo Fuori le Mura, Palidoro e Santa Marinella. E-lisir, affermano dall’ospedale, verrà  utilizzato anche per tradurre nella Lingua dei segni italiana lo spot video della campagna di comunicazione sociale “Vite Coraggiose” a sostegno della lotta alle malattie rare, promossa dalla Fondazione Bambino Gesù.

Il servizio E-lisir è operativo presso l’università e il Policlinico di Tor Vergata, in alcuni punti di informazione turistica e presso l’info-point dell’Opera romana pellegrinaggi. È stato inoltre erogato come progetto pilota nel I municipio della Capitale. «L’accesso delle persone disabili, in questo caso dei non udenti, alle strutture ospedaliere  – spiega Lucia Celesti, responsabile Accoglienza e Servizi per la famiglia del Bambino Gesù – presenta criticità che è nostro preciso dovere affrontare e risolvere. Come una semplice scala rappresenta un ostacolo per chi non ha l’uso delle gambe, un monitor a chiamata vocale senza traduzione simultanea, una conferenza senza traduttore in lingua dei segni, possono rappresentare difficoltà insormontabili. Rispetto per ogni diversità è la parola chiave: decliniamola in tutte le lingue del mondo».

Per Marta Meschini, amministratore della società Video Assistenza Mobile, abbattere le barriere della comunicazione è na «necessità inderogabile» per costruire «una città “sensibile”, una città dell’accoglienza». Tutti i cittadini, osserva, «dovrebbero poter accedere in totale aiutonomia a beni e servizi in tutti i luoghi, a partire dai più importanti, come gli ospedali dove comprendersi è la prima esigenza. E un servizio come E-lisir, la cui forza è nella sua immediatezza e nella semplicità di utilizzo, partecipa a questo  obbligatorio processo di inclusione».
Secondo gli esperti, in Italia 1 su mille nuovi nati presenta alla nascita una ipoacusia sufficientemente grave da pregiudicare un normale sviluppo del linguaggio, mentre 1 su 4mila è affetto da sordità profonda, che non trae beneficio dalle protesi acustiche convenzionali.

10 maggio 2016